Il true crime ha un problema con i colpevoli.
Da un lato li trasforma in mostri - creature incomprensibili, radicalmente aliene, che non condividono nulla con noi. Questa lettura è rassicurante: se il male è mostruoso, noi che non siamo mostri siamo al sicuro.
Dall'altro lato li romanticizza - l'intelligenza del predatore, il fascino del trasgressore, l'estetica del dark. Accade anche in Italia: certi condannati diventano figure mediatiche, protagonisti di libri e interviste, oggetti di curiosità che confina con l'ammirazione.
La verità, quella scomoda, è che i colpevoli sono persone.
Non mostri e non eroi.
Persone.
Persone con la capacità umana di fare cose disumane. Ed è proprio questo che spaventa di più.
Capire non significa giustificare... ma rifiutarsi di capire significa rinunciare all'unica cosa che potrebbe davvero aiutarci.
Giovedì Morbosa affronta la figura del colpevole senza né demonizzarla né glorificarla. È il pezzo più difficile che ho scritto finora.
Se sei arrivata fin qui, probabilmente sei già morbosa quanto me. Ci vediamo giovedì.
- Morbosa esce ogni giovedì -

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