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“Io cerco il tuo volto, o Signore”.
Una frase breve, quasi sussurrata, eppure capace di attraversare secoli, culture e coscienze. Il Salmo 27:8 non è una preghiera astratta: è il grido di una persona che vive paure, conflitti, solitudini e speranze. È una parola che parla ancora oggi, anche a chi non si definisce credente.
Cercare il volto di Dio non significa fuggire dal mondo, ma imparare a stare dentro la vita con uno sguardo diverso.
Il volto che cerchiamo ogni giorno
Nella Bibbia, il “volto” non è solo un’immagine: è presenza, relazione, riconoscimento. Cercare il volto di Dio significa cercare:
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ascolto quando ci sentiamo invisibili
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senso quando tutto sembra confuso
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stabilità nei momenti di crisi
Nel Salmo 27, il salmista non nega le difficoltà. Parla di nemici, paura, attesa. Ma sceglie di non chiudersi: cerca.
E questo gesto del cercare è profondamente umano.
In famiglia: cercarsi senza perdersi
In ambito familiare, “cercare il volto” diventa un invito a vedersi davvero.
Quante volte conviviamo senza incontrarci? Quante volte parliamo senza ascoltare?
Il Salmo ci ricorda che la relazione nasce quando:
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si guarda l’altro senza maschere
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si resta anche quando è difficile
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si sceglie il dialogo al posto del silenzio
Cercare il volto di Dio, in famiglia, significa riconoscere la dignità dell’altro, anche nei conflitti.
Nella società: il volto dell’altro
Viviamo in una società che corre, giudica e semplifica.
Il Salmo 27 ci invita a rallentare e a non ridurre le persone a etichette.
“Il Signore è mia luce e mia salvezza” non è solo una formula di fede: è una scelta etica.
Significa scegliere la luce:
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contro l’indifferenza
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contro la violenza verbale
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contro la paura del diverso
Cercare il volto di Dio passa, inevitabilmente, dal volto dell’altro.
Quando Dio sembra lontano
Il Salmo non nasconde i momenti di buio:
“Non nascondermi il tuo volto.”
È una preghiera che nasce dalla fragilità.
Quante volte, anche oggi, sentiamo Dio lontano? O magari non lo cerchiamo più, presi dalle urgenze quotidiane?
Eppure, il salmista non smette di aspettare:
“Spera nel Signore, sii forte.”
L’attesa, qui, non è passività, ma fiducia attiva.
Una parola per tutti
“Io cerco il tuo volto, o Signore” non è una frase riservata ai credenti praticanti.
È una domanda universale:
-
cerco qualcuno che mi veda davvero?
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cerco un senso che non passi?
-
cerco una luce che non giudichi?
Il Salmo 27 non offre risposte facili, ma indica una direzione: non smettere di cercare.
Una preghiera che diventa vita
Forse oggi cercare il volto di Dio significa:
-
essere presenti a chi ci vive accanto
-
scegliere la verità anche quando costa
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restare umani in un mondo che spinge a indurirsi
Perché ogni volto cercato con sincerità diventa, in qualche modo, un luogo sacro.
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