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Colori Iridici e Tossine


Colori Iridici e Tossine
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività -

 

Quando osservo l’iride, il colore per me non è “solo estetica”: è informazione. In iridologia si parla infatti di segni di modificazione del colore (macchie, pigmentazioni, eterocromie, scolorimenti) che vengono collegati a alterazioni metaboliche e immunitarie e che, secondo questa disciplina, si manifestano sull’iride come espressione del terreno individuale.

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Parto sempre da un principio chiaro: l’iridologia non è diagnosi medica. È uno strumento di osservazione del terreno, delle predisposizioni e dei possibili sovraccarichi funzionali, utile per impostare prevenzione e riequilibrio naturopatico; se ci sono sintomi o sospetti clinici, io rimando al medico e agli esami opportuni.

Che cosa intendo con “Colori iridici e tossine”. In molte impostazioni iridologiche si sostiene che colorazioni diverse dal colore di base costituzionale possano indicare un deposito/impregnazione tossinica e una difficoltà dell’organismo a smaltire ciò che non serve. Questo non significa “hai una malattia”, ma significa: “il corpo sta mostrando un possibile carico, e vale la pena lavorare su stile di vita, alimentazione, emuntori e gestione dello stress”.

Prima cosa: riconoscere il colore di base (costituzione). Molte scuole distinguono tre costituzioni principali legate al colore: linfatica (blu/grigio, poco pigmentata), ematogena (marrone scuro, pigmentata) e mista/biliare (nocciola-verde con pigmentazione parziale). Questo passaggio è fondamentale perché lo stesso “segno” può avere un peso diverso a seconda del terreno: ad esempio, in alcune letture la costituzione mista viene descritta come soggetta a cambiamenti della pigmentazione nel tempo con possibili schiarimenti/scurimenti collegati al grado di intossicazione.

Poi guardo le “aggiunte di colore” (macchie e pigmenti). Le macchie iridee sono pigmenti “colore su colore”, cioè un’alterazione visibile rispetto al fondo dell’iride, con forme e tonalità diverse. In iridologia tradizionale vengono spesso riferite al grado di impregnazione tossinica dell’organismo, e vengono valutate insieme alla loro posizione sulla mappa iridologica.

Che cosa indicano, secondo varie fonti iridologiche, alcune tonalità frequenti. Alcuni testi divulgativi sostengono che le macchie scure (marroni/nerastre) siano da collegare a sovraccarichi e intossicazioni, spesso ricondotte a difficoltà di smaltimento (in particolare in relazione a fegato/pancreas in certe interpretazioni). Un PDF di appunti di iridologia riporta il presupposto che le colorazioni diverse dalla base indichino un depositarsi di tossine, mentre altre fonti parlano di “macchie di tossicità” e di difficoltà di eliminazione.

Io, nella pratica, non mi fermo mai al “colore = verdetto”. La lettura corretta considera: colore, forma, densità, contorno, profondità apparente e soprattutto localizzazione (settore) della macchia/pigmento. E soprattutto la integra con il colloquio: alimentazione, qualità del sonno, stress, idratazione, attività fisica, regolarità intestinale e segnali soggettivi.

Un punto delicato (e qui serve serietà): non tutte le macchie “sono tossine”. Alcune fonti ricordano che i pigmenti possono anche essere legati a caratteristiche ereditarie oltre che a fattori ambientali/stile di vita. Per questo io parlo di indicazioni e non di certezze: l’iride mi orienta, ma poi verifico sempre con la persona e, quando serve, con il medico.

Cosa faccio quando vedo segni cromatici “da sovraccarico”. Se la lettura suggerisce un carico tossinico o metabolico, il lavoro naturopatico va nella direzione di alleggerire:

  • Alimentazione più semplice e pulita, perché molte impostazioni iridologiche collegano le pigmentazioni anche alla qualità dell’alimentazione e all’accumulo nel tempo.​

  • Sostegno degli emuntori (intestino, fegato, reni, pelle) con abitudini coerenti: idratazione, regolarità, movimento, respirazione, gestione dello stress.

  • Percorso graduale e personalizzato, perché l’obiettivo non è “pulire in fretta”, ma riportare equilibrio senza forzare il corpo.​

Il messaggio che voglio lasciarti è semplice: se nell’iride compaiono colorazioni e pigmenti che si discostano dalla base, io li considero un invito a fare prevenzione intelligente: ridurre il carico, migliorare lo stile di vita e ascoltare i segnali del corpo. E se c’è qualcosa che non torna, o se ci sono sintomi importanti, la strada corretta resta sempre quella di un confronto medico e degli accertamenti.

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