Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Ci sono momenti della vita in cui ci scopriamo meno lucidi, più fiduciosi del solito, più disponibili a credere a promesse, parole, illusioni.
E spesso ce ne accorgiamo solo dopo, quando il danno è fatto.
“Com’è possibile che io ci sia cascato?”
La risposta non ha a che fare con l’intelligenza.
Ha a che fare con lo stato emotivo.
🧠 La credulità non nasce dalla stupidità
Essere più propensi a farsi abbindolare non è segno di ingenuità, ma di vulnerabilità emotiva.
Quando attraversiamo periodi di stanchezza, perdita, cambiamento o insicurezza, la mente entra in una modalità diversa: cerca appigli.
In quei momenti siamo più inclini a:
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fidarci in fretta
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minimizzare segnali di allarme
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giustificare comportamenti ambigui
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aggrapparci a chi promette soluzioni semplici
Non perché non vediamo, ma perché abbiamo bisogno di credere.
🌫️ Cosa c’è dietro questa mancanza di lucidità
Dietro il “cedimento” ci sono spesso fattori profondi:
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Stanchezza emotiva: quando siamo esausti, il cervello riduce la capacità critica
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Solitudine o bisogno di appartenenza: chi offre attenzione sembra automaticamente affidabile
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Momenti di transizione (separazioni, lutti, cambi di lavoro, crisi personali)
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Bassa autostima: se non mi sento abbastanza, cerco conferme fuori
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Ansia e paura del futuro: chi promette sicurezza appare come un’ancora
In queste fasi, la mente non valuta: si affida.
🎭 Il ruolo delle emozioni
Le emozioni forti – speranza, paura, desiderio, urgenza – abbassano le difese cognitive.
È lo stesso meccanismo usato da manipolatori, truffatori e persone emotivamente invasive:
creano un clima emotivo intenso per aggirare la razionalità.
Quando l’emozione domina, la lucidità arretra.
🧩 Perché succede “proprio a me”
Succede a chi è sensibile.
A chi sente molto.
A chi è empatico.
A chi ha imparato a fidarsi per sopravvivere.
Spesso chi cade nelle reti altrui non è debole, ma abituato a mettere l’altro prima di sé.
🌱 Come proteggersi (senza diventare diffidenti)
Non serve chiudersi.
Serve rafforzarsi.
✔️ Riconoscere i propri momenti di fragilità
✔️ Rallentare le decisioni quando qualcosa “sembra troppo bello”
✔️ Ascoltare i segnali del corpo (tensione, disagio, confusione)
✔️ Allenare il senso dei confini
✔️ Lavorare sulle ferite emotive che rendono vulnerabili
Un percorso psicologico aiuta a ritrovare centratura e lucidità, senza perdere fiducia nel mondo.
✨ Non è colpa tua, ma è responsabilità tua prenderti cura di te
Se ti accorgi di “cascarci sempre” in certi periodi, non serve giudicarti.
Serve capirti.
📌 Chiedere supporto significa imparare a riconoscere quando stai abbassando le difese e perché.
E trasformare quella vulnerabilità in consapevolezza.
👉 La vera forza non è non cadere mai, ma capire perché si cade.
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