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Al Pitti Taste 2026 Olio Mimì racconta la Puglia attraverso l’olio extravergine: degustazioni creative, biodiversità e cultura in un’esperienza autentica.
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Al Pitti Taste 2026 la Puglia si assaggia con il cucchiaio
Tra i corridoi del Pitti Taste 2026, dove il cibo diventa linguaggio culturale prima ancora che prodotto, lo stand di Olio Mimì cattura l’attenzione con un gesto semplice e rivoluzionario: raccontare l’olio extravergine di oliva pugliese attraverso un dolce. Non un’operazione di marketing, ma una dichiarazione d’identità.
Siamo a Firenze, ma il viaggio sensoriale conduce dritto a Modugno, in provincia di Bari, dove nasce una realtà che ha fatto della qualità e della sperimentazione consapevole la propria cifra stilistica.
Un tiramisù all’olio che sorprende e convince
A guidarci nella degustazione è Emanuele Lamboni, che racconta con precisione e passione un tiramisù destrutturato, costruito senza uova e chiuso da un filo di olio monovarietale Cima di Bitonto. Una scelta tutt’altro che casuale.
L’olio, utilizzato al posto delle uova nella crema chantilly, sprigiona note mandorlate naturalmente dolci, capaci di accompagnare il dessert senza sovrastarlo. Tuttavia, nel finale emerge un leggero amarognolo, firma inconfondibile di olive raccolte ancora verdi, che restituiscono un profilo organolettico fresco, persistente e pulito.
È un equilibrio raro, che dimostra come l’olio extravergine possa dialogare con la pasticceria d’autore senza perdere identità.
Quando lo chef diventa interprete dell’olio
Dietro questa intuizione c’è la mano e la mente dello chef Emanuele Natalizio, del ristorante Il Patriarca di Bitonto. Uno chef dell’olio, come viene definito, che non usa l’extravergine come semplice condimento, ma come ingrediente strutturale.
Nel corso della giornata, allo stand di Olio Mimì, l’olio si è espresso anche in preparazioni salate: una purea di patate con burro, zafferano e carota di Polignano, una caponata di melanzane e fave fritte chiuse con Peranzana, fino a un crumble di tarallo con crema di formaggio, cime di rapa e acciuga del Cantabrico, esaltato da una Coratina intensa e strutturata.
Ogni piatto racconta una varietà, ogni varietà racconta un territorio.
Cinque monovarietali per raccontare la biodiversità italiana
Il cuore dell’azienda resta la produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità. Olio Mimì lavora oggi cinque monovarietali, dal più delicato al più intenso, ognuno con un’identità precisa e un utilizzo gastronomico specifico.
Questo percorso diventa anche un racconto più ampio, che celebra l’Italia come custode di una biodiversità unica al mondo, con oltre 500 varietà di olive censite. Un patrimonio che in Puglia trova una delle sue massime espressioni.
Una stagione positiva e uno sguardo al futuro
La campagna olearia appena conclusa ha dato segnali incoraggianti. In una regione che rappresenta circa il 65% della produzione nazionale, la stagione è stata ottima sotto il profilo quantitativo e, in alcune zone fortunate come quella di Olio Mimì, anche eccellente dal punto di vista qualitativo.
Nel frattempo, il tema della Xylella continua a essere monitorato con attenzione. Tuttavia emergono segnali di speranza, tra nuovi impianti selezionati e casi di piante che sembrano aver sviluppato una forma di resilienza naturale.
L’olio come esperienza da vivere
Infine, Olio Mimì apre le porte al pubblico con tour ed esperienze immersive. L’hospitality diventa parte integrante del progetto aziendale, offrendo percorsi che conducono dall’uliveto all’assaggio consapevole, trasformando il visitatore in testimone diretto del lavoro, della passione e della cultura dell’olio.
Un invito esplicito a rallentare, assaggiare, comprendere.
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