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A Taste 2026, tra legumi e cereali selezionati, nasce un racconto di famiglia, salute e futuro: Nutribuoni di Norma, il pasto che semplifica la vita.
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A Taste 2026, l’incontro con una Toscana che parla di futuro
Tra gli stand di Taste 2026, il salone che celebra l’eccellenza gastronomica italiana, ce n’è uno che racconta molto più di un prodotto. È quello dei Nutribuoni di Norma, un angolo toscanissimo dove legumi, cereali e farine diventano narrazione di famiglia, innovazione nutrizionale e cultura del mangiare bene.
Qui incontriamo Rossella Crescente Bianchi, quarta generazione di un’azienda storica che affonda le radici nella tradizione mangimistica, ma che nel tempo ha sviluppato un solido comparto agroalimentare umano. A colpire, oltre alla giovane età – non ancora trent’anni – è la chiarezza della visione: selezionare e importare da tutto il mondo, Italia compresa, cereali, legumi, risi e farine di alta qualità, trasformandoli in soluzioni concrete per la vita quotidiana.
Quando l’alimentazione diventa un gesto consapevole
Tre anni fa nasce il progetto che oggi attira l’attenzione di buyer, nutrizionisti e consumatori consapevoli. Con il supporto della biologa nutrizionista Sara Panciera, prende forma Nutribuoni di Norma, un pasto completo vegetale, pensato come piatto unico, bilanciato e pronto all’uso.
Non è solo una miscela di ingredienti. È un’idea di alimentazione che elimina la complessità senza rinunciare alla qualità. I mix di legumi e cereali, già decorticati e senza necessità di ammollo, sono studiati per essere nutrizionalmente equilibrati e disponibili in diversi formati: monoporzione, biporzione e famiglia. Una risposta concreta a chi cerca semplicità, tempo e salute nello stesso piatto.
Norma, una nonna che insegna ancora a mangiare bene
Il nome non è casuale. Norma era la nonna di Rossella, una donna lontana dagli eccessi, custode di una cucina essenziale e autentica. “Siamo quello che mangiamo”, ripeteva spesso. Un principio che oggi si traduce in un progetto alimentare che mette al centro la prevenzione, la consapevolezza e il benessere quotidiano.
In questo senso, Nutribuoni di Norma non è solo un brand, ma una dedica, un filo che unisce memoria e futuro, tradizione e nutrizione moderna.
Dalla zuppa al veg burger, la versatilità che conquista
Una volta a casa, il gesto è semplice: si versa il contenuto in pentola con acqua o brodo freddo, si porta a ebollizione e si lascia cuocere secondo il mix scelto e l’utensile utilizzato. Tuttavia, fermarsi al concetto di zuppa sarebbe riduttivo.
Questi piatti nascono per essere reinterpretati. Possono diventare insalate fredde, perfette per l’ufficio o l’università, arricchite con pomodorini, olio e un pizzico di sale. Oppure trasformarsi, una volta frullati, in veg burger o polpettine vegetariane, magari con l’aggiunta di una patata. Una cucina “a prova di imbranato”, come la definisce sorridendo Rossella, che non rinuncia alla creatività.
Polente e farine, quando il mais diventa identità
Accanto ai Nutribuoni, lo stand racconta un’altra anima dell’azienda: quella delle farine e delle polente. Due le tipologie principali, a grana grossa e a grana fine, frutto di miscele proprietarie selezionate con cura. Le farine bramate e la farina Chimera, omaggio simbolico alla tradizione, non si fermano alla polenta classica.
Nel racconto familiare emergono usi trasversali: dolci, pizze, panature, sperimentazioni domestiche che uniscono le due granulometrie per creare consistenze nuove. È l’espressione di un sapere agricolo che non resta fermo, ma evolve insieme a chi lo utilizza.
Un pasto che semplifica, una scelta che resta
Infine, ciò che emerge con forza è la filosofia che sostiene l’intero progetto. Nutribuoni di Norma nasce per semplificare pranzi e cene, senza scorciatoie industriali, senza rinunciare al valore della materia prima. Un equilibrio raro, che a Taste 2026 trova il suo palcoscenico naturale.
In un’epoca in cui il tempo è sempre meno e le scelte alimentari sempre più complesse, questo progetto dimostra che mangiare bene può essere un atto semplice, quotidiano e profondamente umano.
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