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Il cane non è testardo: quando il problema è la richiesta umana


Il cane non è testardo: quando il problema è la richiesta umana
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Nel lavoro con i cani una delle frasi che sento più spesso è:
“È testardo.”

Ma fermiamoci un attimo.
Siamo sicuri che il cane sia davvero testardo… o stiamo interpretando male quello che sta succedendo?


Il cane non si oppone per principio

La testardaggine è un concetto umano.
Implica volontà di sfidare, di imporsi, di “fare dispetto”.

Il cane non ragiona in questi termini.
Il cane risponde a:

  • motivazione

  • comprensione

  • stato emotivo

  • contesto

Se non esegue una richiesta, nella maggior parte dei casi significa che:

  • non ha capito

  • non è pronto

  • è in difficoltà

  • non è motivato

  • oppure il contesto è troppo complesso

Non è opposizione. È comunicazione.


Quando la richiesta è troppo grande

Spesso chiediamo al cane qualcosa che per noi è semplice, ma per lui è enorme.

Un richiamo in un ambiente pieno di stimoli.
Un “resta” mentre è emotivamente attivato.
Una calma improvvisa dopo minuti di eccitazione.

Se la richiesta supera le competenze del momento, il cane non sta sfidando:
sta mostrando un limite.

E il limite non va corretto. Va compreso.


L’errore più comune: ripetere e irrigidirsi

Quando il cane non risponde, l’essere umano tende a:

  • ripetere il comando

  • alzare il tono

  • irrigidire il corpo

  • aumentare la pressione

Ma più aumenta la pressione, più cala la lucidità del cane.

La relazione si incrina non perché il cane è testardo, ma perché si sente incomprensibile o inadeguato.


Fare un passo indietro è competenza

Un buon lavoro educativo non si misura dalla quantità di richieste che facciamo, ma dalla capacità di leggere il momento.

Chiedersi:

  • È pronto?

  • Ha capito davvero?

  • Il contesto è adatto?

  • È emotivamente regolato?

Spesso la soluzione non è insistere.
È semplificare.


Il cane risponde, non manipola

Quando smettiamo di vedere il cane come “testardo”, iniziamo a vederlo come individuo.

E allora cambia tutto:

  • la comunicazione diventa più chiara

  • le richieste diventano più coerenti

  • la fiducia aumenta

  • l’apprendimento diventa stabile

Non è il cane che deve adattarsi sempre.
È la relazione che deve trovare equilibrio.

Un cane non è testardo.
Sta semplicemente comunicando qualcosa che forse non stiamo leggendo.

Prima di etichettare, proviamo a capire.
Prima di insistere, proviamo a osservare.

Perché spesso il problema non è la risposta del cane.
È la domanda che abbiamo fatto.

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