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Dopo Domenica è Lunedì: la memoria che diventa comunità


Dopo Domenica è Lunedì: la memoria che diventa comunità
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Tra memoria, musica e comunità: a Collegno e Rivoli il Giorno della Memoria diventa racconto vivo, capace di unire generazioni e custodire il futuro.
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Quando ricordare significa scegliere

Ci sono date che non appartengono solo al calendario, ma alla coscienza collettiva. Il Giorno della Memoria è una di queste. Non è mai un esercizio rituale, non può esserlo. È piuttosto un atto di responsabilità, una scelta quotidiana che passa dalle parole, dalla musica, dai volti e dalle storie che decidiamo di non dimenticare.

Questa settimana, nella cornice della rubrica Dopo Domenica è Lunedì, la memoria ha preso forma tra Collegno e Rivoli, attraversando scuole, sale istituzionali e teatri, diventando esperienza condivisa e profondamente umana.

Collegno: una storia che non possiamo cancellare

Il 27 gennaio, a Collegno, la Giornata della Memoria si è aperta con un momento di grande intensità emotiva. Protagonisti le classi quinte del Liceo Curie e la Bbb Band, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso fatto di suoni e parole.

È stata raccontata la storia di un collegnese. Una storia difficile, dolorosa, una di quelle che vorremmo cancellare perché fanno male. Tuttavia, sono proprio queste le storie che non possiamo e non dobbiamo rimuovere. Perché la memoria non serve a restare fermi nel passato, ma a capire chi siamo oggi.

La musica e la narrazione hanno creato uno spazio di ascolto autentico, capace di parlare soprattutto ai più giovani. Inoltre, questo percorso nella memoria non si ferma qui: il 30 gennaio continuerà al Teatro Arpino, proseguendo un cammino che intreccia cultura, educazione e responsabilità civile.

Rivoli: dare un volto ai nomi dimenticati

Il giorno successivo, il 28 gennaio, la memoria si è fatta ancora più concreta nella Sala Consiliare di Rivoli. Una serata intensa e partecipata, dedicata agli Internati Militari Italiani, una pagina di storia troppo a lungo rimasta ai margini del racconto pubblico.

Al centro dell’incontro, le vicende di due IMI rivolesi che non fecero ritorno dai campi di prigionia nazisti: Stefano Farsella e Paolo Albertini. Grazie all’approfondimento storico della professoressa Clara Bertolo e del professor Marco Trave, è stato possibile ricostruire il contesto e il significato di una tragedia che ha segnato migliaia di famiglie italiane.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Filippo Albano e Osvaldo Farsella, pronipoti dei due caduti. Attraverso il loro racconto, i nomi hanno ripreso volto, voce e dignità. Nel frattempo, il lavoro degli studenti del Liceo Darwin, co-autori della ricerca storica, ha dimostrato come la memoria storica resti viva solo quando attraversa le generazioni.

Un ringraziamento sentito va ad ANPI Rivoli, LABxRivoli e all’APS Deina, il cui contributo ha reso possibile una serata di grande valore civile e culturale.

Quando i luoghi diventano casa

Il 31 gennaio, il racconto cambia tono, ma non profondità. Perché la memoria non vive solo nei momenti solenni, ma anche nei luoghi che sanno creare comunità. Franca e Fabrizio non sono soltanto due professionisti eccellenti nel mondo della ristorazione e della birra artigianale. Sono amici, presenze costanti, punti di riferimento.

Il loro locale il Birrificio Leuman, per anni, è stato casa. Un luogo dove incontrarsi almeno una sera alla settimana, costruire progetti, condividere idee e confidenze. Un posto dove sono nate alcune delle cose migliori, personali e collettive. Quarant’anni di attività non sono solo un traguardo imprenditoriale, ma una risorsa per la città. Perché quando c’è bisogno, Franca e Fabrizio ci sono sempre stati.

E infine, tra tradizione e futuro, anche le presentazioni dei Carnevali di Savonera e Collegno hanno trovato spazio, ricordandoci che l’identità di un territorio si costruisce intrecciando memoria, relazioni e capacità di stare insieme.

La memoria come scelta quotidiana

In conclusione, questa settimana ci ricorda che la memoria non è mai solo commemorazione. È presenza, è relazione, è comunità. È la capacità di tenere insieme dolore e speranza, passato e futuro, istituzioni e persone.

Giorno della Memoria, memoria storica, comunità, territorio e impegno civile non sono parole astratte, ma esperienze vive che continuano a parlarci, se sappiamo ascoltare.

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