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La cromopuntura (o “colorpuncture”) è parte di quel mondo di approcci che usano luce e colore in modo mirato per dialogare con i sistemi di regolazione dell’organismo. In questo ambito è importante essere chiari: esistono descrizioni e modelli applicativi della cromopuntura esogetica, ma per alcune applicazioni “specifiche” le evidenze cliniche più strutturate oggi arrivano soprattutto dalla fotobiomodulazione (PBM) con luce rossa e vicino‑infrarosso, studiata in particolare sul tessuto muscolare.
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Luce, tessuti e recupero: cosa indica la ricerca sulla PBM (rossa/NIR)
Nella pratica riabilitativa e sportiva, la PBM viene studiata come intervento con luce rossa o vicino‑infrarosso applicata ai muscoli in specifici momenti (pre o post esercizio), con l’obiettivo di supportare parametri legati a fatica, forza, dolore muscolare (DOMS) e marker di danno come la creatina chinasi (CK). Una review su “Photobiomodulation in human muscle tissue” descrive la PBM come uso di luce rossa/NIR per stimolare, guarire e rigenerare i tessuti, riassumendo numerosi studi su performance e recupero.
Come può agire (meccanismi proposti e riportati in letteratura)
Secondo la stessa review, uno dei meccanismi biologici centrali discussi è l’assorbimento dei fotoni da parte della citocromo c ossidasi, con effetti sull’attività mitocondriale e sull’energia cellulare (ATP), insieme a ipotesi di modulazione di stress ossidativo e processi legati al danno/riparazione muscolare. In termini pratici, la PBM viene quindi collegata a obiettivi come miglior recupero e potenziale riduzione di alcuni indicatori di danno e indolenzimento, quando i parametri applicativi sono adeguati.
Cosa emerge dai risultati: benefici possibili, ma non automatici
La letteratura riassunta nella review include studi in cui, con determinati protocolli, la PBM è associata a riduzione della CK, riduzione del DOMS e/o miglioramenti in test fisici; allo stesso tempo sono riportati anche studi con esito nullo. Questo quadro indica che, anche nell’area più studiata (muscolo), l’efficacia dipende in modo sensibile da dose, timing, area trattata e caratteristiche del dispositivo.
Colori e benessere emotivo: evidenze su un intervento “colore‑centrico” (diverso dalla cromopuntura)
Quando si parla di colore e sfera emotiva, esistono studi clinici su interventi basati sul colore che non sono cromopuntura, come la coloring therapy (attività di colorazione in ambito art therapy). In uno studio randomizzato controllato su persone con disturbo d’ansia generalizzato, l’aggiunta della coloring therapy alla terapia convenzionale per 3 settimane è stata associata a un miglioramento con effetto più marcato su riduzione dell’ansia e aumento di emozioni positive rispetto alla sola terapia convenzionale.
Sfera endocrina e modello esogetico: cosa si può dire senza forzature
Nel contesto della colorpuncture/esogetica, la “sfera endocrina” compare come area strutturata in programmi formativi, con riferimenti a concetti come “endocrine pattern/state”. Questo conferma che l’endocrino è trattato come tema applicativo nel modello, ma non equivale, di per sé, a prove cliniche forti su esiti ormonali misurati (ad esempio valori di laboratorio) pubblicate in trial.
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