Per aziende che gestiscono informazioni sensibili (trattative commerciali, Ricerca e Sviluppo, legale, Risorse Umane), la privacy delle comunicazioni interne è diventata una misura concreta di tutela operativa.
In Europa è in corso un dibattito regolatorio spesso indicato come “Chat Control”, che ha riportato attenzione su come vengono trattati contenuti e metadati nelle applicazioni di messaggistica. Al di là degli esiti, il punto è... ad oggi, quanto è robusta la vostra riservatezza interna per le comunicazioni tramite chat aziendali e personali?
Una soluzione di messaggistica “privacy-first” è:
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adatta a contesti sensibili: trattative commerciali, Ricerca e Sviluppo, legale, Risorse Umane.
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riservatezza dei contenuti: tramite soluzioni di cifratura avanzate che proteggono il contenuto presente nel messaggio.
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ridurre l’esposizione di metadati (per quanto tecnicamente possibile): riduzione di segnali su chi comunica con chi, quando e con che frequenza.
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evitare legami diretti con identità personali: nessun numero di telefono rischiesto o qualsiasi dato sensibile sono necessari (meno correlazioni e tracciamenti).
Strumenti di messaggistica che tutelano la privacy sono progettati con questi obiettivi: più riservatezza nelle conversazioni e tranciabilità molto ridotta quasi nulla, rispetto ai programmi di messaggistica tradizionali come Telegram, Whatsapp o Signal.
È importante chiarirlo: queste applicazioni sono 100% legali da utilizzare per comunicazioni aziendali e, in molti casi, molto semplici da adottare.
Se per voi la tutela delle informazioni è una priorità, vale la pena valutare un canale interno dedicato e privacy-first.
Per maggiori informazioni, visita la pagina dediata, o prenota un appuntamento nel calendario.
a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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