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Blue Monday 2026: perché il 19 gennaio viene chiamato “il giorno più triste dell’anno”


Blue Monday 2026: perché il 19 gennaio viene chiamato “il giorno più triste dell’anno”
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Il Blue Monday 2026 cadrà il 19 gennaio e, come ogni anno, torna a far parlare di sé come il presunto giorno più triste dell’anno.
Un’etichetta che nasce da una formula ormai nota, che incrocia fattori come stanchezza, clima invernale, fine delle feste e ritorno alla routine quotidiana.

Gennaio, per molte persone, è un mese emotivamente complesso: le luci del Natale si spengono, le energie sembrano calare e il freddo amplifica una sensazione di malinconia diffusa.


Cos’è davvero il Blue Monday

Il Blue Monday non ha basi scientifiche solide.
La formula che individua questa data non è supportata da studi clinici rigorosi, e la comunità scientifica lo ha chiarito più volte.

Eppure, nonostante questo, il Blue Monday è diventato un fenomeno culturale globale, rilanciato ogni anno da:

  • media

  • social network

  • campagne digitali sul benessere emotivo

Questo perché intercetta qualcosa di reale: un vissuto emotivo condiviso.


Perché gennaio pesa di più sul piano emotivo

Anche senza una “giornata ufficiale della tristezza”, molte persone sperimentano in questo periodo:

  • stanchezza fisica e mentale

  • calo della motivazione

  • senso di vuoto dopo le feste

  • pressione del rientro nella routine

  • umore basso e irritabilità

Il Blue Monday funziona quindi come uno specchio simbolico: non crea la tristezza, ma le dà un nome.


Il lato positivo del Blue Monday

Paradossalmente, parlare di Blue Monday può avere anche un effetto utile:

  • normalizza il fatto di non sentirsi al massimo

  • apre conversazioni sulla salute mentale

  • riduce il senso di isolamento (“non succede solo a me”)

Il problema nasce quando la malinconia viene banalizzata o trattata come una moda, invece che come un segnale da ascoltare.


Quando la tristezza non è solo “un giorno no”

Se il malessere non è passeggero, ma:

  • dura da settimane

  • interferisce con il lavoro o le relazioni

  • si accompagna a insonnia, ansia o apatia

allora non si tratta di Blue Monday, ma di un bisogno reale di attenzione emotiva.

In questi casi, parlarne con uno psicologo può aiutare a:

  • capire cosa sta succedendo

  • ritrovare energia e direzione

  • affrontare l’inverno emotivo con strumenti concreti


Un messaggio per il 19 gennaio (e per tutto gennaio)

Non serve aspettare il “giorno più triste dell’anno” per prendersi cura di sé.
La stanchezza emotiva non è una debolezza, ma un segnale.

👉 Se questo periodo ti pesa più del solito, fermarti ad ascoltarti è già un primo passo.
Il benessere mentale non segue il calendario, ma merita spazio ogni giorno.

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