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Nel cuore della provincia cinese del Gansu, lontano dalle grandi metropoli e dalle immagini più conosciute della Cina, esiste un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta. Colline e montagne si susseguono in onde di rosso, arancione, giallo, verde e sfumature violacee. Le loro superfici disegnano linee sinuose, pieghe e stratificazioni che, osservate dall'alto, ricordano le pennellate di un artista su una tela immensa.
È il paesaggio di Zhangye Danxia, conosciuto nel mondo come le Rainbow Mountains, le montagne arcobaleno. Un luogo in cui la natura ha lavorato per milioni di anni, trasformando antichi depositi sedimentari in una delle composizioni geologiche più spettacolari dell'Asia.
Ma come si sono formati questi colori? E perché proprio in questa parte della Cina la terra sembra essersi trasformata in un'opera d'arte?
La risposta si trova nella storia geologica di un territorio che conserva, nelle sue rocce, le tracce di ambienti scomparsi, antichi mari, sedimenti e movimenti della crosta terrestre.
Un paesaggio che non assomiglia alla Cina delle cartoline
Quando si pensa alla Cina, vengono subito in mente la Grande Muraglia, i palazzi imperiali di Pechino, le montagne avvolte dalla nebbia e i paesaggi di Guilin. Zhangye offre un'immagine completamente diversa.
Qui non ci sono foreste lussureggianti né pareti rocciose ricoperte di vegetazione. Il paesaggio è aperto, arido e dominato da rilievi dalle forme morbide e irregolari. Le montagne sembrano distendersi una accanto all'altra, formando onde di colore che cambiano intensità a seconda della luce.
Il risultato è sorprendente soprattutto nelle ore del mattino e del tardo pomeriggio, quando il sole basso mette in evidenza le diverse stratificazioni. Le tonalità diventano più profonde, le ombre disegnano i profili delle colline e ogni variazione del terreno contribuisce a creare una prospettiva diversa.
Non è un effetto artificiale né un intervento umano. Le fasce colorate sono parte integrante della roccia e raccontano una storia molto più antica della presenza dell'uomo in questa regione.
Il segreto dei colori: una storia lunga oltre cento milioni di anni
La straordinaria tavolozza di Zhangye non è il risultato di un fenomeno recente. Per comprenderla bisogna tornare indietro fino al Cretaceo, tra circa 135 e 96 milioni di anni fa, quando questa parte del territorio cinese era caratterizzata da ambienti continentali nei quali si accumulavano sedimenti trasportati dall'acqua e depositati in bacini fluviali e lacustri.
Nel corso di milioni di anni, sabbie, fanghi e altri materiali minerali si sono sovrapposti formando strati differenti. Ogni deposito conservava caratteristiche proprie, legate alle condizioni ambientali e alla composizione dei materiali presenti.
Il ferro contenuto nelle rocce ha avuto un ruolo fondamentale nella formazione delle tonalità rossastre e brune. Altri minerali hanno contribuito alle sfumature gialle, grigie, verdi e violacee. La successiva trasformazione del territorio, accompagnata dai movimenti tettonici e dall'erosione, ha portato in superficie queste stratificazioni, rendendole visibili nel paesaggio attuale.
UNESCO World Heritage Centre+1
Non è quindi la montagna a essere stata dipinta: sono i colori originari dei sedimenti ad aver resistito nel tempo, mentre vento, acqua, sbalzi termici e gravità hanno modellato le forme che oggi possiamo osservare.
È un processo geologico che rende Zhangye particolarmente interessante anche per gli studiosi. Le montagne non sono soltanto uno spettacolo naturale, ma un archivio a cielo aperto nel quale leggere le trasformazioni dell'ambiente terrestre.
Quando la luce cambia il paesaggio
Uno degli aspetti più affascinanti delle montagne arcobaleno è il loro rapporto con la luce.
Le diverse tonalità non appaiono sempre con la stessa intensità. Nelle ore centrali della giornata, quando il sole è alto, i colori possono sembrare più uniformi. Al mattino presto e soprattutto nel tardo pomeriggio, invece, la luce radente mette in evidenza le pieghe del terreno e le sottili differenze cromatiche.
Il rosso diventa più intenso, il giallo assume sfumature dorate e le zone grigie acquistano profondità. Le ombre si allungano lungo i pendii, creando un contrasto che accentua la forma ondulata delle colline.
È anche per questo che le fotografie di Zhangye sono così spettacolari. Non si tratta soltanto di riprendere un panorama colorato, ma di cogliere il momento in cui la luce riesce a raccontare meglio la struttura del territorio.
Le passerelle e i punti panoramici del parco permettono di osservare il paesaggio da diverse angolazioni. La prospettiva cambia continuamente: da alcuni punti le montagne sembrano onde sovrapposte, da altri emergono lunghe linee parallele che attraversano i pendii come nastri colorati.
La visita non si esaurisce quindi in un unico panorama. Ogni belvedere offre una lettura diversa dello stesso fenomeno naturale.
Zhangye, una città sulla Via della Seta
Le montagne colorate non sono l'unica ragione per cui questa parte della Cina merita attenzione. Zhangye occupa una posizione importante lungo il Corridoio di Hexi, una lunga fascia di territorio che per secoli ha collegato la Cina interna alle regioni dell'Asia centrale.
Questa direttrice era uno dei passaggi fondamentali della Via della Seta. Carovane, mercanti, viaggiatori e missionari attraversavano la regione trasportando merci, conoscenze, tecniche e tradizioni. Il territorio rappresentava un collegamento tra mondi culturali differenti, in una zona geografica segnata dalla presenza di deserti, montagne e oasi.
La stessa posizione geografica che rese Zhangye importante per gli scambi commerciali contribuisce oggi a definirne il carattere paesaggistico. La città si trova in una regione di transizione tra le montagne Qilian, a sud, e il Corridoio di Hexi, verso nord.
È un territorio nel quale la storia umana e quella naturale si intrecciano. Da una parte le tracce delle antiche rotte commerciali, dall'altra le testimonianze geologiche di trasformazioni iniziate milioni di anni prima della nascita della Via della Seta.
ZHANGYE UNESCO GLOBAL GEOPARK+1
Non esiste soltanto il paesaggio arcobaleno
Il Geoparco di Zhangye comprende ambienti e formazioni geologiche differenti. Accanto alle celebri Colourful Hills si trova l'area di Binggou Danxia, caratterizzata da rilievi dalle forme più monumentali, pareti rocciose, creste, pinnacoli e strutture modellate dall'erosione.
Qui il paesaggio assume un aspetto diverso. Le montagne non sembrano più onde colorate, ma architetture naturali scolpite nella roccia. Alcune formazioni ricordano torri, padiglioni e antichi edifici, tanto che vengono descritte con espressioni come window-lattice e palace-style, riferite alle particolari forme geometriche e alle strutture che emergono dalle pareti.
È una delle caratteristiche più interessanti del territorio: in un'area relativamente circoscritta si possono osservare paesaggi geologici molto diversi, ciascuno con una propria storia evolutiva.
Il parco comprende inoltre il fiume Heihe, uno dei principali corsi d'acqua interni della Cina nord-occidentale, e aree montane che documentano l'evoluzione geologica della regione dei Qilian.
International Geoscience and Geoparks Programme+1
Un patrimonio naturale da proteggere
La spettacolarità di Zhangye ha contribuito a trasformare il territorio in una destinazione turistica sempre più conosciuta. Le immagini delle montagne arcobaleno circolano da anni sui social network e sulle riviste di viaggio, attirando visitatori cinesi e internazionali.
Ma la popolarità di un paesaggio così delicato comporta anche responsabilità.
Le rocce che formano le colline sono il risultato di processi geologici estremamente lunghi. Non possono essere considerate semplicemente uno scenario da attraversare liberamente: il passaggio delle persone, l'erosione e le attività turistiche devono essere gestiti con attenzione per evitare danni a un patrimonio che non può essere ricostruito.
La valorizzazione del territorio passa quindi anche attraverso la protezione delle sue caratteristiche naturali e la divulgazione scientifica. Non a caso, nel 2020 il Geoparco di Zhangye è entrato nella rete dei Geoparchi mondiali UNESCO, riconoscimento assegnato ai territori che presentano un patrimonio geologico di particolare valore e sviluppano attività di conservazione, educazione e valorizzazione locale.
International Geoscience and Geoparks Programme
Nel giugno 2025, inoltre, le Zhangye Colorful Hills sono state inserite nella Lista propositiva cinese per il Patrimonio mondiale UNESCO. È un passaggio importante, ma non equivale ancora all'iscrizione definitiva nella Lista del Patrimonio mondiale.
ZHANGYE UNESCO GLOBAL GEOPARK+1
Un viaggio in una Cina diversa
Raggiungere Zhangye significa allontanarsi dall'immagine più familiare della Cina e avvicinarsi a una regione nella quale il paesaggio assume una dimensione quasi astratta.
Qui non sono i grattacieli, le grandi infrastrutture o i quartieri tecnologici a raccontare il Paese. Sono le montagne, i colori della terra e le tracce lasciate da milioni di anni di trasformazioni.
È una Cina che conserva un rapporto molto forte con la geografia e con la propria storia territoriale. Una Cina che, lungo le antiche rotte commerciali, ha incontrato culture differenti e che oggi si apre a una nuova forma di scoperta attraverso il turismo naturalistico e scientifico.
Le montagne arcobaleno rappresentano anche un invito a guardare il tempo in una prospettiva diversa. Le città cambiano in pochi decenni, le infrastrutture si costruiscono in pochi anni, ma la terra ha bisogno di milioni di anni per assumere forme come queste.
Quando il sole comincia a scendere dietro le montagne, le ultime fasce di luce attraversano i pendii e fanno emergere le stratificazioni colorate. Per qualche minuto il paesaggio sembra davvero trasformarsi in una tela.
Ma non è un'illusione ottica. È la storia della Terra che diventa visibile, strato dopo strato, davanti agli occhi di chi ha la fortuna di trovarsi lì.
E forse è proprio questo il motivo per cui Zhangye Danxia riesce a sorprendere così tanto: non mostra soltanto un luogo straordinario, ma permette di osservare con i propri occhi quanto possa essere sorprendente il mondo naturale.
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