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Comunicazione nelle PMI: cosa smette di servire quando le decisioni sono state prese


Comunicazione nelle PMI: cosa smette di servire quando le decisioni sono state prese
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C'è un caso che ricorre con una frequenza tutt'altro che casuale: un'azienda che pubblica con costanza, che presidia i canali, che "resta presente" — ma che fatica a spiegare in modo sintetico perché dovrebbe essere scelta rispetto a qualsiasi alternativa.

In queste situazioni la comunicazione svolge una funzione compensativa. Non sta chiarendo un'identità definita. Sta cercando di riempire uno spazio che non è ancora stato deciso. E più si pubblica, più lo spazio non deciso diventa visibile a chi guarda dall'esterno.

Quando il posizionamento viene davvero chiarito - non dichiarato, chiarito - la prima conseguenza non è un nuovo piano editoriale. Non è una strategia di contenuti più strutturata. È una riduzione.

Si smette di pubblicare per coprire il silenzio. Si eliminano i messaggi difensivi, quelli costruiti per anticipare obiezioni che non dovrebbero esistere se la proposta fosse solida. Si interrompono le rassicurazioni automatiche, i contenuti che esistono solo per dire "siamo ancora qui".

C'è un modo semplice per capire se il posizionamento è davvero stabile: provare a togliere qualcosa. Se nulla può essere eliminato senza generare insicurezza, la decisione a monte non è ancora stata presa fino in fondo.

 

Lavinia Giganti

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