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Una casa editrice indipendente sceglie poesia, narrativa e saggistica di qualità e racconta una Versilia autentica, da vivere oltre l’estate.
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Gabriel Del Sarto e la sfida dell’editoria indipendente
In un mercato editoriale sempre più affollato, scegliere di pubblicare meno libri, ma puntare sulla loro qualità, rappresenta una scelta precisa. È questa la filosofia raccontata da Gabriel Del Sarto, intervistato da Carla Cavicchini in Versilia, dove cultura, letteratura e paesaggio sembrano incontrarsi naturalmente.
La sua casa editrice indipendente nasce con una vocazione ben definita: dedicarsi soprattutto alla poesia contemporanea e alla ricerca, mantenendo un'attenzione rigorosa alla selezione degli autori e delle opere.
Negli ultimi due anni, tuttavia, il progetto editoriale ha ampliato i propri orizzonti. Accanto alla poesia sono arrivati i primi romanzi e una produzione saggistica capace di spaziare oltre l’ambito strettamente letterario, toccando anche filosofia, teologia e altri territori del pensiero.
Il principio, però, è rimasto invariato: pubblicare poco, scegliere molto.
«Non pubblichiamo molti libri l’anno – spiega Del Sarto – pubblichiamo libri selezionati».
Una frase che racchiude una precisa idea di editoria di qualità, costruita sulla ricerca e sulla convinzione che ogni pubblicazione debba avere qualcosa da dire.
Poesia, narrativa e saggistica: la selezione prima di tutto
La casa editrice pubblica attualmente circa dieci-quindici titoli all’anno. Un numero volutamente contenuto rispetto alla quantità di proposte che arrivano quotidianamente agli editori.
La selezione diventa quindi il cuore del lavoro editoriale.
Per la poesia, Del Sarto collabora con Niccolò Scaffai, docente dell’Università di Siena, con il quale dirige la collana. A loro si affiancano altri collaboratori e poeti, chiamati a contribuire alla valutazione dei testi ricevuti.
La poesia contemporanea, dunque, non viene considerata semplicemente come un genere da catalogo, ma come uno spazio di ricerca nel quale individuare nuove voci e nuove sensibilità.
Per la narrativa, invece, Del Sarto lavora insieme a Francesco Brancati, poeta e ricercatore, che porta nella selezione anche competenze specifiche legate alla narrativa contemporanea.
È un sistema nel quale il giudizio editoriale nasce dal confronto e dalla competenza, prima ancora che dalle logiche quantitative.
Pubblicare senza chiedere contributi agli autori
C’è poi un aspetto particolarmente importante nell’intervista: il rapporto economico con gli scrittori.
La casa editrice, chiarisce Del Sarto, non pubblica a pagamento. Gli autori vengono selezionati sulla base della validità delle loro opere e non viene richiesta alcuna quota per la pubblicazione.
L’autore può naturalmente acquistare delle copie del proprio libro, ma questo non costituisce un obbligo previsto dal contratto.
È un modello basato sul rischio d’impresa e sulla capacità del libro di incontrare il proprio pubblico.
Quando un volume viene venduto, infatti, i ricavi vengono distribuiti secondo il normale meccanismo della filiera editoriale, tra editore, distributore e autore.
Un'impostazione che restituisce alla pubblicazione il suo significato più tradizionale: l'editore investe sul libro perché crede nel suo valore e nella possibilità che possa trovare lettori.
Dalla Toscana verso l’estero
Nel frattempo, il progetto editoriale guarda anche oltre i confini italiani.
La casa editrice lavora infatti anche sulla traduzione di opere straniere e, tra il 2026 e il 2027, sono previste nuove pubblicazioni provenienti dall’estero.
Ma la direzione è anche quella opposta: alcuni titoli della casa editrice hanno iniziato a suscitare l’interesse di editori stranieri, con le prime richieste di traduzione.
È un passaggio significativo. Per una realtà indipendente, il dialogo con altri mercati può rappresentare la possibilità di far viaggiare autori e idee oltre il territorio nel quale sono nati.
La letteratura, del resto, non conosce confini quando riesce a parlare a sensibilità diverse.
La Versilia, tra memoria e identità
L’intervista cambia poi prospettiva e dalla letteratura passa al territorio.
La Versilia appare come una presenza quasi naturale nel racconto. Una terra dalla forte identità culturale, legata alla memoria di Gabriele d’Annunzio, all’arte, alla storia e alla tradizione del marmo delle Apuane.
È un territorio che da decenni richiama visitatori italiani e stranieri, soprattutto durante la stagione estiva. Ma secondo Del Sarto, fermarsi all’immagine della Versilia balneare significherebbe perdere una parte importante della sua vera identità.
Perché dietro le spiagge, gli stabilimenti e il turismo estivo esiste un paesaggio molto più complesso.
La vera Versilia si scopre quando l’estate finisce
La riflessione più suggestiva arriva proprio quando si parla delle diverse stagioni.
L’estate è senza dubbio il periodo nel quale la Versilia raggiunge la massima notorietà. Da circa un secolo, osserva Del Sarto, questo territorio è associato alla stagione balneare, alla vita mondana e al turismo.
Tuttavia, chi conosce davvero questi luoghi sa che esiste un’altra Versilia.
Una Versilia più silenziosa, meno affollata, nella quale il paesaggio cambia ritmo e permette di cogliere sfumature normalmente nascoste dalla frenesia estiva.
«La vera Versilia si vede non in estate».
È forse questa la frase che più di ogni altra restituisce il senso dell’intervista.
Perché il fascino di un territorio non si misura soltanto attraverso ciò che accade quando tutto è acceso, affollato e in movimento. A volte è proprio quando il ritmo rallenta che emergono le caratteristiche più autentiche di un luogo.
Il valore di un ritmo lento
Del Sarto individua proprio nel paesaggio e nello stile di vita una delle ragioni del fascino esercitato dalla Versilia.
Non soltanto la bellezza naturale, dunque, ma una particolare combinazione tra mare, montagne, cultura e persone.
Un territorio estremamente vario, quello apuoversiliese, nel quale convivono elementi diversi e nel quale, nonostante le trasformazioni del tempo, sembra resistere ancora una certa idea di ritmo lento.
Un ritmo sempre più difficile da preservare, ma ancora percepibile.
E forse è proprio questo uno degli elementi che continua ad attirare persone da tutta Italia e dall’estero: la possibilità di trovare, accanto alla bellezza del paesaggio, una dimensione umana diversa.
Non è soltanto il luogo ad attrarre.
Sono anche le persone.
Quando cultura e territorio diventano una storia
L’incontro con Gabriel Del Sarto lascia così emergere una riflessione che va oltre il semplice racconto di una casa editrice.
Da una parte c’è il mondo dei libri, con la necessità di selezionare, ricercare e investire sulle idee. Dall’altra c’è un territorio che continua a costruire la propria identità attraverso cultura, paesaggio e memoria.
Due dimensioni apparentemente diverse, ma unite da una stessa parola: autenticità.
Una casa editrice che sceglie di pubblicare pochi titoli perché crede nella qualità. Una terra che, per essere davvero conosciuta, chiede di essere osservata anche quando l’estate è finita.
Forse è proprio qui che letteratura e territorio finiscono per incontrarsi: nella capacità di andare oltre la superficie e cercare ciò che resta quando il rumore si attenua.
E la Versilia, in questo senso, sembra avere ancora molte storie da raccontare.
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