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Il sole di primavera fa bene all’umore e favorisce la vitamina D, ma i raggi UVA possono danneggiare la pelle. Scopri benefici, rischi e come proteggerti.
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Corpo in Equilibrio
Il sole di aprile: i benefici che non ti aspetti e i rischi che spesso si ignorano
Il sole di primavera viene percepito come innocuo rispetto a quello estivo. È un errore comune - e costoso. I raggi UVA (quelli che invecchiano la pelle penetrando nel derma profondo e degradando collagene ed elastina) hanno la stessa intensità tutto l’anno, anche con il cielo parzialmente nuvoloso e attraverso i vetri. Solo i raggi UVB - quelli che scottano - sono meno intensi in primavera.
I benefici, però, sono reali: l’esposizione solare stimola la sintesi cutanea di vitamina D, regola il ritmo circadiano attraverso la luce mattutina e aumenta la produzione di serotonina, migliorando l’umore e riducendo la stanchezza primaverile.
Secondo la Società Italiana di Dermatologia, 15-20 minuti di esposizione solare su viso e braccia nelle ore centrali della mattina (tra le 10 e le 12) sono sufficienti a stimolare la vitamina D senza danni significativi.
Dopo quel tempo, la protezione solare è non negoziabile.
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