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Ronzio nell'orecchio che va e viene? Prima di pensare solo all'udito, leggi questo


Ronzio nell'orecchio che va e viene? Prima di pensare solo all'udito, leggi questo
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Hai un fischio o un ronzio in un orecchio che compare e scompare. Sei andato dall'otorino, hai fatto l'esame dell'udito, e ti hanno detto che 'va tutto bene' o che è 'l'età' o 'lo stress'. Eppure, il rumore torna, soprattutto la sera o nei periodi più tesi.

Esiste una forma di acufene che non parte dall'orecchio: si chiama acufene somatosensoriale di origine cervicale. È un sottogruppo ben documentato, in cui il ronzio nasce o si modifica a partire da segnali che arrivano dal collo, non dal sistema uditivo.

Il punto di incontro è nel tronco encefalico. Una struttura chiamata nucleo cocleare dorsale riceve contemporaneamente le informazioni acustiche dall'orecchio e quelle somatosensoriali provenienti dalla parte alta del collo. Quando i muscoli cervicali sono contratti o le prime vertebre hanno perso il loro allineamento ottimale, questa zona invia segnali alterati che il cervello può tradurre in un suono che non esiste all'esterno.

Non è una teoria di nicchia. In uno studio su pazienti con acufene, il 43% presentava una disfunzione del rachide cervicale; e la letteratura più recente conferma che il collo e l'articolazione della mandibola sono tra le sedi muscolo-scheletriche più frequentemente coinvolte nell'acufene somatosensoriale.

Un segnale tipico di questa forma: il ronzio cambia di intensità quando muovi il collo, quando contrai i muscoli del collo o della mandibola, oppure dopo molte ore alla scrivania. È proprio questa 'modulabilità' a distinguerlo dall'acufene legato a un danno uditivo.

La zona più coinvolta è quella alta, tra la base del cranio e le prime due vertebre cervicali. I muscoli suboccipitali, piccoli e profondi, sono densamente innervati e dialogano costantemente con le strutture che regolano udito ed equilibrio. Quando questa zona è in tensione cronica o l'Atlante (C1) non è in posizione ottimale, i segnali che partono da lì possono diventare una fonte continua di disturbo.

La cosa più importante è non fermarsi al 'non si trova niente'. Quando l'orecchio risulta sano, vale la pena chiedersi se la causa non sia un piano sopra, o un piano sotto: nel collo.

Approfondisci qui l'argomento

Fonti: Wadhwa S et al., Cureus 2024 | Bousema EJ et al., Trends Hear. 2018 | Michiels S et al., Otol Neurotol. 2015

Ti capita che il ronzio cambi quando muovi il collo o dopo ore al computer? In quale orecchio lo senti di più? Raccontamelo nei commenti, e condividi con chi conosci che convive con questo fastidio. 👇

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