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La sera del 18 aprile, piazza Portella a Roccavivara si è riempita di suoni antichi e di attesa, rinnovando il rito senza tempo della serenata alla sposa. Lo sposo Giuliano, insieme ad amici e musicisti, si è recato sotto la casa della sposa Angelica per intonare, tra organetto, chitarra e tamburello, stornelli d’amore e svegliare simbolicamente la futura moglie, dichiarandole il proprio amore davanti a tutti i presenti.
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Al termine della serenata, la famiglia della sposa ha offerto dolci e ristoro agli invitati, in un gesto che conferma il valore dell’accoglienza e della condivisione come parte integrante di questo antico rito.
Un’usanza che vive ancora nelle comunità
Questa tradizione affonda le sue radici nella cultura popolare e continua a sopravvivere nelle comunità, dove i riti non sono soltanto memoria, ma gesto vivo e condiviso. La serenata segna l’inizio simbolico del cammino verso il matrimonio: voci, musiche e sguardi complici accompagnano la sposa in una dimensione sospesa tra passato e presente.
In questi momenti il tempo sembra rallentare, lasciando spazio al valore autentico dei riti tramandati, capaci di raccontare un’identità e di custodirla nel tempo. È proprio qui che la comunità ritrova se stessa, attraverso un patrimonio umano e culturale che continua a parlare alle nuove generazioni.
A cura di Paolo Palomba
Segretario Regionale AIM Molise, Manager Sanitario, già Consigliere Regionale Abruzzo, Cantante dei Canto Novo
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