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Durante alcune visite il dentista può avvicinare al dente un piccolo batuffolo o uno strumento molto freddo e chiedere al paziente cosa sente. Può sembrare un test piuttosto strano, ma serve a raccogliere informazioni sullo stato della parte interna del dente.
All’interno di ogni dente si trova infatti la polpa, un tessuto nel quale sono presenti nervi e vasi sanguigni. Quando esistono dubbi sulla sua condizione, il professionista può utilizzare diversi test per valutare come il dente reagisce agli stimoli.
La risposta al freddo è soltanto uno degli elementi considerati. Il dentista può anche esercitare una lieve pressione, picchiettare delicatamente sul dente oppure confrontare la risposta con quella dei denti vicini.
Non è quindi sufficiente dire semplicemente “ha fatto male” oppure “non ho sentito nulla”. Durata, intensità e caratteristiche della sensazione vengono interpretate insieme agli altri elementi raccolti durante la visita e agli eventuali esami radiografici.
Il paziente vede soltanto qualche secondo di prova, ma dietro quel gesto esiste un ragionamento diagnostico molto più ampio.
È anche uno dei motivi per cui descrivere bene ciò che si sente può essere utile durante una visita odontoiatrica.
In odontoiatria il dolore non è soltanto qualcosa da eliminare: le sue caratteristiche possono fornire al professionista informazioni che aiutano a comprendere da dove provenga il problema.
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