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Pubblicità, fotografie ritoccate e social network ci hanno abituati a vedere denti di un bianco quasi assoluto. Nella realtà, però, la dentatura naturale possiede una grande varietà di tonalità e raramente è completamente bianca.
Il colore che osserviamo dipende dalla struttura stessa del dente.
Lo smalto, cioè lo strato esterno, è parzialmente traslucido. Sotto di esso si trova la dentina, che possiede naturalmente tonalità più calde tendenti al giallo. La combinazione tra questi tessuti contribuisce alla tonalità finale che vediamo.
Anche spessore dello smalto, età e caratteristiche individuali possono modificare l’aspetto dei denti. È quindi perfettamente normale che due persone abbiano tonalità differenti pur avendo entrambe una bocca sana.
Nel tempo possono inoltre comparire variazioni dovute alle abitudini alimentari, al consumo di alcune bevande, al fumo o semplicemente ai naturali cambiamenti dei tessuti.
Questo spiega perché in odontoiatria estetica non esista un unico “bianco perfetto” valido per tutti. Quando si realizza una ricostruzione o una protesi, il professionista cerca normalmente una tonalità capace di integrarsi con i denti circostanti.
La naturalezza nasce spesso proprio dalle piccole differenze.
Il colore dei denti, quindi, non dovrebbe essere valutato confrontandolo con il bianco di un foglio di carta o con un’immagine modificata sullo smartphone.
La dentatura umana possiede sfumature proprie. E un dente sano non deve necessariamente essere bianco come la neve per essere tale.
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