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Una macchia bianca sul dente può sembrare un residuo di dentifricio o una variazione di colore priva di importanza. Se non scompare dopo lo spazzolamento, però, potrebbe trovarsi all’interno dello smalto.
Le macchie bianche possono avere origini differenti. Alcune sono legate allo sviluppo dello smalto, altre alla fluorosi o a caratteristiche presenti fin dalla formazione del dente. In altri casi rappresentano aree di demineralizzazione, nelle quali lo smalto ha perso parte dei propri minerali e appare più opaco e gessoso.
Queste zone possono comparire vicino alla gengiva oppure dopo la rimozione di un apparecchio ortodontico, soprattutto nei punti in cui la placca è rimasta più facilmente intorno agli attacchi. Non tutte le macchie bianche diventeranno necessariamente cavità, ma alcune possono costituire un segnale iniziale del processo carioso.
Strofinare con forza o utilizzare prodotti abrasivi non elimina il problema e può consumare inutilmente la superficie.
Il dentista deve prima distinguere la causa e valutare se la lesione sia stabile o attiva. Le possibilità possono comprendere controllo dell’igiene, applicazioni al fluoro, remineralizzazione o trattamenti estetici specifici.
La macchia non va quindi trattata come semplice sporco. Prima di cercare di nasconderla, è importante capire perché lo smalto riflette la luce in modo diverso proprio in quel punto.
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