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Un viaggio tra carciofi, Cinta Senese e vini toscani celebra a Cerreto Guidi il gran finale di Locale, di Gusto!, tra tradizione, identità e sostenibilità.
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Cerreto Guidi celebra Locale, di Gusto!
Il viaggio alla scoperta dei sapori autentici toscani giunge alla sua tappa conclusiva. Martedì 24 febbraio, nella raffinata cornice del Ristorante Il Tegolo di Cerreto Guidi, si accendono i riflettori sull’evento finale di Locale, di Gusto!, il progetto che ha saputo trasformare la ristorazione in un racconto identitario fatto di filiere corte, prodotti DOP e orgoglio territoriale.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito di Vetrina Toscana da Confesercenti Firenze, con il sostegno di Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana, oltre al contributo della Camera di Commercio di Firenze, rappresenta molto più di una rassegna gastronomica. È la dimostrazione concreta che l’enogastronomia può essere motore di sviluppo, tutela e narrazione del paesaggio.
L’educational sul carciofo e i vini del territorio
La serata, riservata a istituzioni e stampa, si apre con un momento di approfondimento pensato per i giornalisti. Lo chef de Il Tegolo guida i presenti tra le tecniche di pulitura e lavorazione del carciofo, ingrediente simbolo della tradizione agricola locale e protagonista assoluto del menù. Non è solo una dimostrazione tecnica, ma un gesto culturale: raccontare un prodotto significa custodirne la memoria.
Nel frattempo, un assaggio guidato di vini del territorio accompagna il racconto. A condurre questo viaggio sensoriale sono Daniela Mugnai, responsabile comunicazione di Vetrina Toscana, e la giornalista ed esperta di enogastronomia Francesca Pinochi. Le parole si intrecciano ai profumi, le storie ai calici, in un dialogo che restituisce dignità e profondità a ogni sorso.
Una cena tra DOP, tradizione e identità
La cena è un vero itinerario nel paniere toscano, tra eccellenze certificate e ricette che parlano di casa. Si comincia con uno sformatino di carciofi impreziosito da fonduta di pecorino e pistilli di zafferano Dop, un’apertura che unisce delicatezza e carattere.
A seguire, il raviolo pesciatino al ragù bianco di Cinta senese Dop racconta la forza della tradizione contadina, mentre il risotto all’empolese rievoca le tavole di famiglia. Tuttavia è con lo stracotto di guancia di vitellone, accompagnato dai suoi carciofi stufati, che la cucina si fa memoria viva, intensa, avvolgente.
Infine, il millefoglie di brigidini chiude il percorso con una nota dolce che profuma di festa e di territorio.
In sala, ogni piatto diventa occasione di scoperta. Il pubblico, assaporando proposte tradizionali e interpretazioni innovative, riconosce i legami profondi con i luoghi d’origine e con le storie che li hanno generati.
Vetrina Toscana: 36 anni di visione
“Locale, di Gusto!” si inserisce in una visione più ampia. Vetrina Toscana, progetto della Regione attivo da 36 anni, promuove un turismo enogastronomico che oggi è tendenza, ma che all’epoca della sua nascita era una scelta pionieristica.
Inoltre, il valore dell’iniziativa si misura nella capacità di lavorare sulla sostenibilità a trecentosessanta gradi. Sostenibilità economica, perché l’utilizzo di prodotti del territorio sostiene le imprese locali. Sostenibilità ambientale, perché preservare coltivazioni, oliveti e vigne significa evitare l’abbandono e proteggere il paesaggio. Sostenibilità sociale, perché il cibo diventa strumento di inclusione e attenzione alle persone.
Tuttavia, forse l’aspetto più potente è quello identitario. Le ricette della tradizione non sono semplici preparazioni: sono porte aperte sulla memoria collettiva. Innovare è necessario, ma custodire certe sapienze è un dovere culturale.
Il valore di una rete che guarda al futuro
“Locale, di Gusto!” non è stata soltanto una serie di cene diffuse sul territorio. È stata la sintesi di un impegno corale tra ristoratori, chef, produttori e istituzioni, capace di generare oltre 300 eventi l’anno e di consolidare un modello virtuoso di collaborazione.
Nel piatto come nel bicchiere, ogni proposta ha espresso esperienza, ricerca e rispetto per le eccellenze locali. E proprio questa alleanza tra qualità e territorio rappresenta la chiave per un turismo esperienziale autentico, consapevole e duraturo.
Infine, la serata al Tegolo di Cerreto Guidi diventa simbolo di un percorso che non si chiude, ma rilancia. Perché raccontare il cibo significa raccontare chi siamo.
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