Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Nell'ultima puntata della trasmissione giornalistica Excalibur, sono tornato a far valere l'antico e mai abbandonato proposito: tentare di estrarre la "spada dalla roccia" dell’indifferenza e del silenzio istituzionale per riportare la persona al centro del dibattito pubblico. L'occasione è stata una densa e toccante intervista ad Angela Donati, attivista impegnata nel sociale e nel dialogo costante con le fragilità del territorio.
Al centro del colloquio, un tema drammatico e sistematicamente ignorato dai grandi circuiti mediatici: la realtà delle malattie ambientali emergenti, in particolare l'Elettrosensibilità (EHS) e la Sensibilità Chimica Multipla (MCS).
Il muro di gomma della grande informazione
Nel corso della puntata è emersa una denuncia netta e senza sconti: la grande informazione è colpevolmente assente. Patologie che stravolgono la vita di migliaia di persone vengono trattate come "malattie fantasma", non per chi le subisce sulla propria pelle, ma per chi guarda dall'esterno con superficialità o convenienza.
Nonostante l'esistenza di studi scientifici indipendenti di livello internazionale e persino di report e dati ufficiali drammatici — inclusi nelle circolari ministeriali inviate ai dirigenti scolastici, come i rapporti OCSE, OMS e i documenti Istisan dell'Istituto Superiore di Sanità — l'opinione pubblica e le stesse famiglie rimangono all'oscuro di tutto. Un paradosso inaccettabile che si scontra con la realtà di altri Paesi europei, come la Germania e la Spagna, dove tali patologie hanno già ricevuto un riconoscimento ufficiale.
Il mio impegno personale e il ruolo di Rete Aril
Davanti a questo scenario di isolamento, ho voluto rimarcare con forza il mio personale e costante impegno professionale e umano: “C'è un mondo sommerso che è come fuoco sotto la cenere per ognuno di noi, specialmente per i bambini. Come giornalista sento il dovere di tirare fuori quella spada dalla roccia per far parlare tutti di questi argomenti. La mia non è semplice curiosità: è la scelta consapevole di mettere al centro la persona e dare voce agli 'invisibili dell'elettrosmog'”.
Un impegno che si sviluppa in sinergia con Rete Aril e con una fitta rete di associazioni nazionali, tra cui AMICA, APPLE, AIE, ISDE - Medici per l'Ambiente, per promuovere un progetto di tutela e prevenzione, partendo proprio dalle fasce più giovani e vulnerabili.
Le proposte e la mobilitazione del 16 giugno
L’intervista a Angela Donati, volontaria di Rete Aril e di altre Organizzazioni no-profit che si occupano delle problematiche relative al non riconoscimento da parte del SSN, che si consiglia di seguire cliccando il video in copertina, lancia un forte appello alla prevenzione e al rispetto civile, suggerendo buone pratiche quotidiane immediate, come la riduzione dell'esposizione ai campi elettromagnetici, l'uso di connessioni cablate in casa e lo spegnimento dei dispositivi wireless quando non necessari.
Il focus politico e sociale si sposta su due obiettivi cruciali:
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Il diritto alla non-connessione: garantire alternative manuali e fisiche per l'accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, per non escludere chi non può esporsi alla tecnologia.
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La tutela dei minori: sostenere la proposta di legge, già oggetto di petizione da parte di autorevoli pedagogisti, per vietare l'uso degli smartphone sotto i 14 anni.
L’appuntamento cruciale per rompere definitivamente il silenzio sarà il 16 giugno, Giornata Mondiale dedicata alla sensibilizzazione sull'elettrosensibilità. Sarà un momento di mobilitazione globale per chiedere alle istituzioni e alla politica non di fermare il progresso, ma di normare e trovare un equilibrio civile. Perché tutelare la salute dei malati di EHS e MCS significa, in ultima analisi, difendere il futuro di tutti noi, dei nostri figli e dei nostri nipoti.
È possibile seguire l’intervista integrale nel video sopra.
Di Giuseppe Spinelli
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