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La cucina tradizionale romagnola è una cucina contadina, semplice e genuina, dove gli ingredienti poveri si combinano per creare piatti ricchi di sapore, con sapori decisi e sostanziosi che mescolano tradizioni di terra, di mare e di montagna. Questa cucina nasce dalla necessità e dalla condivisione, con il mangiare – «e’ magnê» – che è sempre venuto prima di tutto, per storia, per antica necessità e per il piacere di vivere insieme.
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Le paste fatte in casa sono il cuore della tavola romagnola. Le tagliatelle all'uso di Romagna sono considerate le regine della pasta fatta in casa, ottenute impastando farina con uova freschissime, ottenendo un impasto sodo e morbido che viene tirato a mano con il matterello in sfoglia più o meno sottile e tagliato al coltello. La pasta deve essere granulosa e ruvida in superficie per raccogliere meglio il sugo, e va cotta in abbondante acqua salata. Le tagliatelle classiche si condono con ragù alla bolognese, ma si possono trovare anche con sugo di stridoli, le erbe di campo tipiche della campagna romagnola.
I cappelletti sono uno dei piatti più rappresentativi: si chiamano «Caplét» e sono il piatto romagnolo tradizionale per eccellenza, da gustare sia in brodo che asciutti con vari condimenti. In Romagna, infatti, si chiamano «minestre» tutti i primi piatti, siano essi in brodo o asciutti; il termine non si limita alle zuppe liquide, ma comprende anche le paste fresche condite talvolta con sughi robusti. I cappelletti in brodo regnano come minestra principe del Natale romagnolo, preparati con un ripieno di formaggio fresco, ricotta, parmigiano, uova e noce moscata, piacevolmente abbinabili ad un bicchiere di Albana Secco.
Altri primi piatti fondamentali sono i passatelli, una pasta distintiva dell'Emilia-Romagna realizzata con pangrattato, Parmigiano Reggiano, uova e un pizzico di noce moscata, che si consumano rigorosamente in brodo. I garganelli, gli strozzapreti e la gramigna alla salsiccia completano il panorama della pasta fresca romagnola, tutti con la base della sfoglia all'uovo o di acqua e farina, generalmente accompagnati da sughi di carne come il ragù.
La cucina romagnola è anche cucina di recupero e di spreco zero. Le frittelle di pasta del giorno prima sono un'antica ricetta contadina preparata con quel che restava della minestra in brodo (quadrettini, tagliolini e manfettini) il giorno dopo, per creare golose frittelle per la gioia dei bambini di casa. Il bustrengo è un dolce rustico nato per recuperare gli avanzi, preparato con pangrattato, farina bianca e gialla, miele, zucchero, latte, frutta secca, mele, pere, scorze di limone e arancia.
Il maiale è protagonista in tutte le sue forme: salsicce, pancetta, ciccioli, salami e costole sono elementi fondamentali della tradizione degli allevatori e dei contadini del territorio. I formaggi tipici includono lo squacquerone, il raviggiolo e il formaggio di fossa, quest'ultimo ottenuto dalla fermentazione di diversi tipi di formaggio in fosse di roccia calcarea, che gli conferisce un sapore forte e piccante.
La piadina romagnola è il prodotto romagnolo di maggior diffusione nell'immaginario comune, ottenuta con acqua, farina, sale, strutto e mattarello. Può essere consumata piegata in due e farcita con squacquerone, prosciutto crudo, rucola, fichi caramellati, salsiccia e altri ingredienti, ma esiste anche la variante dei cassoni, che sono farciti e piegati a mezzaluna, ottimi esempi di cucina non elaborata.
Tra i dolci tipici, la ciambella romagnola – «la brazadela» – è il dolce delle nonne e delle feste, preparato con ingredienti poveri ma genuini: farina, zucchero, uova e scorza di limone. Tra le ricette più curiose spicca il sanguinaccio, un dolce antico e oggi piuttosto raro, preparato con sangue di maiale fresco, mescolato a latte, zucchero, cacao e spezie, che veniva steso su una sfoglia dolce o servito al cucchiaio.
La cucina romagnola, con la sua pasta fatta in casa, i sughi robusti, i formaggi, i salumi e i dolci rustici, costituisce una parte importante della tradizione dell'Emilia-Romagna tutta, e della Romagna in particolare, mantenendo vivo il legame con la terra, la storia e l'identità di una regione che non è semplicemente geografia ma forte senso di appartenenza.
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