Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Il silenzio non è assenza: è uno spazio vivo, pieno di ascolto, dove il corpo può finalmente cominciare a parlare con sincerità. Nel metodo Maria Fux il movimento nasce proprio da lì, da quel tempo sospeso in cui non c’è ancora gesto, ma c’è già presenza.
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Per me il silenzio è un invito a rallentare, a sentire il respiro, il peso del corpo, il modo in cui stiamo nello spazio. È in quel momento che qualcosa si apre: l’attenzione si fa più sottile, le tensioni si allentano, e il movimento non viene imposto, ma emerge con naturalezza.
Maria Fux ha sempre lavorato su una danza che non parte dalla forma, ma dall’ascolto profondo di sé. Il silenzio, in questo senso, diventa il primo compagno del gesto: ci aiuta a incontrare ciò che spesso resta nascosto, a riconoscere emozioni, memorie e possibilità che il rumore quotidiano tende a coprire.
Quando il silenzio entra nella pratica, anche il gruppo cambia. Non è più solo uno spazio in cui muoversi insieme, ma un luogo in cui ci si ascolta davvero, con rispetto, delicatezza e verità. È un passaggio importante, perché la danza Fux non cerca la prestazione: cerca la relazione, con se stessi e con gli altri.
Nella mia esperienza, il silenzio è spesso il momento più intenso di tutto l’incontro. È lì che il corpo smette di difendersi e comincia a fidarsi. Ed è da quella fiducia che nasce una danza autentica, personale, essenziale, capace di dire molto anche senza parole.
Una danza per ascoltare. Una danza per accogliere. Una danza che comincia nel silenzio e diventa presenza.
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