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Quando ordiniamo un cocktail, pensiamo agli ingredienti che troviamo nel bicchiere: distillati, succhi, sciroppi, frutta e aromi. Il ghiaccio, invece, sembra quasi un elemento secondario.
In realtà è uno degli ingredienti più importanti. Può influenzare temperatura, diluizione, consistenza e persino il modo in cui percepiamo il drink.
Non tutto il ghiaccio è uguale
Cubi, sfere, ghiaccio tritato o grandi blocchi non hanno lo stesso comportamento. La forma e le dimensioni determinano la velocità con cui il ghiaccio si scioglie e quindi quanta acqua entra nel cocktail.
Un cubo grande, per esempio, presenta una superficie relativamente ridotta rispetto al proprio volume e tende a sciogliersi più lentamente. È particolarmente adatto a drink che devono rimanere freddi senza diluirsi troppo rapidamente.
Raffreddare senza annacquare
Quando un cocktail viene shakerato o mescolato con il ghiaccio, una certa quantità di acqua passa inevitabilmente nel drink. E non è necessariamente un difetto.
La diluizione fa parte della ricetta: può contribuire a rendere più equilibrato il cocktail, attenuando alcune componenti alcoliche e permettendo agli aromi di emergere meglio.
Il vero obiettivo non è quindi evitare che il ghiaccio si sciolga, ma controllare quanto e quanto velocemente.
Anche la forma è importante
Il ghiaccio tritato ha caratteristiche completamente diverse da un grande cubo. Ha una superficie di contatto maggiore e si scioglie più rapidamente, contribuendo a raffreddare velocemente il drink.
Le grandi sfere o i cubi di grandi dimensioni, invece, possono diventare anche un elemento estetico: occupano il bicchiere, riflettono la luce e trasformano un semplice elemento tecnico in parte della presentazione.
Il ghiaccio influenza anche la percezione
Temperatura e diluizione modificano il modo in cui percepiamo un cocktail. Un drink troppo caldo può risultare sbilanciato, mentre uno eccessivamente diluito può perdere intensità.
Anche il suono del ghiaccio nel bicchiere, il suo aspetto e il modo in cui viene utilizzato durante la preparazione contribuiscono all'esperienza complessiva.
La tecnica si vede anche nei dettagli
Dietro un cocktail ben preparato ci sono quindi molte scelte che il cliente spesso non nota. La quantità di ghiaccio, la sua forma, il modo in cui viene utilizzato nello shaker o nel mixing glass e quello con cui viene servito fanno parte della tecnica del bartender.
Sono dettagli apparentemente piccoli, ma possono fare una grande differenza.
L'ingrediente che non si beve
Il ghiaccio è forse l'ingrediente più curioso del cocktail: non viene scelto per il suo sapore, ma può determinare proprio quel sapore.
Raffredda, diluisce, modifica la consistenza e contribuisce alla presentazione.
Ecco perché, dietro un buon cocktail, anche il ghiaccio merita la sua parte di attenzione.
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