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I Dieci Comandamenti e la vita reale: qual è quello più disatteso?


I Dieci Comandamenti e la vita reale: qual è quello più disatteso?
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Ogni religione si fonda su principi morali che hanno lo scopo di guidare l’uomo verso una vita più giusta, consapevole e armoniosa. Nel cristianesimo, questi principi trovano una sintesi nei Dieci Comandamenti, considerati non solo regole, ma indicazioni di libertà e responsabilità.

Eppure, osservando la vita quotidiana, emerge una domanda scomoda ma necessaria:
qual è il comandamento che, più di tutti, viene trasgredito dai fedeli stessi?


“Non dire falsa testimonianza”: il comandamento più fragile

Tra tutti, uno dei comandamenti più spesso violati – spesso senza nemmeno rendersene conto – è:

“Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo.”

Non si tratta solo della menzogna grave o del falso giuramento, ma di una gamma molto più ampia di comportamenti quotidiani:

  • mezze verità

  • pettegolezzi

  • giudizi affrettati

  • parole che feriscono

  • silenzi usati per convenienza

  • verità piegate a proprio vantaggio

In un’epoca dominata dalla comunicazione continua, dai social network e dall’opinione immediata, la verità diventa fragile, negoziabile, spesso sacrificata alla necessità di apparire, difendersi o prevalere.


Perché proprio questo comandamento?

Perché è quello che coinvolge il linguaggio, lo strumento più potente che l’essere umano possiede.
La parola può:

  • costruire o distruggere

  • unire o dividere

  • guarire o condannare

Trasgredire questo comandamento non richiede azioni eclatanti: basta una frase detta senza amore, un giudizio espresso senza conoscenza, una verità omessa per comodità.


Gesù e la radicalità della verità

Nel Vangelo, Gesù va oltre il semplice rispetto formale della legge. Non si limita a dire “non mentire”, ma invita a una coerenza interiore:

“Sia il vostro parlare: sì, sì; no, no.”

La verità, nella visione cristiana, non è solo correttezza morale, ma relazione autentica con Dio e con gli altri. Mentire, anche in modo sottile, significa spezzare quella relazione.


Fedeli o perfetti?

La frequente trasgressione di questo comandamento non indica necessariamente cattiveria o mancanza di fede. Indica, piuttosto, una realtà più profonda:
la distanza tra l’ideale spirituale e la fragilità umana.

La religione, infatti, non nasce per creare esseri perfetti, ma per accompagnare l’uomo nel riconoscimento dei propri limiti.


Una domanda che resta aperta

Forse il punto non è chiedersi quale comandamento viene più trasgredito, ma:

  • quanto siamo consapevoli delle nostre parole

  • quanto ascoltiamo prima di giudicare

  • quanto spazio lasciamo alla verità, anche quando è scomoda

Perché ogni comandamento, in fondo, non è un divieto, ma un invito a vivere in modo più umano.

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