Tazze con scritte ironiche sui serial killer. Felpe con i volti di condannati per omicidio. Poster estetici con le facce di criminali famosi. Candele profumate con nomi come "Scena del crimine" o "Polvere da sparo" (quest'ultima è una candela reale, ve lo giuro).
Il merchandise del true crime esiste, prolifera e viene acquistato. Anche in Italia, anche se il fenomeno è ancora più sviluppato nei mercati anglosassoni, da noi è in crescita costante. Fan page, gadget, stampe artistiche ispirate a casi italiani celebri...
C'è qualcosa di profondamente rivelatore in questo cortocircuito. Il true crime genera senso di colpa (lo sappiamo, ne abbiamo parlato) ma evidentemente non abbastanza da fermarci davanti ad un checkout.
Giovedì Morbosa entra nell'industria del dolore: chi guadagna sul true crime, come, e cosa ci dice di noi il fatto che lo lasciamo fare.
Nel frattempo: candele a parte, hai mai comprato qualcosa? Zona giudizio-libera, promesso.
Se sei arrivata fin qui, probabilmente sei già morbosa quanto me. Ci vediamo giovedì.
— Morbosa esce ogni giovedì —

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