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Carla Cavicchini
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Chianti Montellori 2021: identità nel calice


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Al Ristorante Il Tegolo di Cerreto Guidi, il Chianti Montellori 2021 racconta il territorio tra profumi, tradizione e abbinamenti audaci con il carciofo.

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Il vino protagonista di Locale, di Gusto!

C’è un momento, durante le grandi cene di territorio, in cui il silenzio si fa attenzione. È l’istante in cui il calice viene sollevato contro la luce e il vino comincia a parlare. Al Ristorante Il Tegolo di Cerreto Guidi, nella serata conclusiva di Locale, di Gusto!, quel momento ha il colore rosso rubino del Chianti Montellori 2021.

È una piccola pillola di degustazione, ma racchiude oltre un secolo di storia. L’azienda Montellori nasce nel 1895 e affonda le radici tra Fucecchio, San Miniato, il Montalbano e proprio Cerreto Guidi. Un legame profondo con queste colline che, nel calice, si traduce in autenticità.

Inoltre, non è un dettaglio che il vino scelto per accompagnare la cena sia prodotto qui, nello stesso territorio che accoglie gli ospiti. È una dichiarazione di coerenza, un filo diretto tra tavola e paesaggio.

L’esame visivo: la prima emozione

Il Chianti D.O.C.G. si presenta limpido, brillante. Incliniamo il bicchiere su una superficie chiara e osserviamo. Il rosso rubino è netto, giovane, vivo. Tuttavia, già dalla consistenza si intuisce la struttura.

Roteando il calice si formano archetti, le cosiddette lacrime, che scendono con una certa regolarità lungo il vetro. Sono piccoli segnali, quasi una carta d’identità liquida, che raccontano equilibrio e una gradazione capace di sostenere il sorso senza appesantirlo.

Nel frattempo, la sala si anima. I colleghi della stampa specializzata annuiscono, riconoscendo quei dettagli che solo l’esperienza insegna a cogliere.

I profumi del Chianti Montellori

Avvicinare il calice al naso significa entrare nel cuore del territorio. L’ossigenazione sprigiona immediatamente un impatto floreale e fruttato. La mammola emerge con decisione, seguita dalla marasca e da una prugna che vira verso la prugna secca.

Sono profumi identitari del Chianti, riconoscibili, sinceri. Eppure c’è anche una sfumatura più sottile, una nota elegante che si percepisce meglio dopo il primo sorso, quasi sospesa “in alto”, pronta a rivelarsi con pazienza.

Questo vino, affinato dodici mesi in acciaio, conserva con nitidezza i suoi profumi primari e secondari. Non c’è legno a sovrastare il frutto, ma una scelta precisa di purezza espressiva.

L’assaggio e il tannino elegante

Il sorso è fresco, sostenuto da una bella acidità che dona slancio e invita al secondo assaggio. La struttura è presente, ma mai invadente. Inoltre, la bocca si fa cassa di risonanza: sotto la lingua aumenta la salivazione, segnale di piacevolezza e dinamismo.

Il tannino è elegante, levigato. Non graffia, non spinge con aggressività sul palato. Rimane composto, coerente, lasciando un retrogusto lungo e armonico. Aspirando leggermente con il vino in bocca, si amplificano le sensazioni e riaffiora quella nota più sottile, quasi mandorlata, che completa il quadro.

Il carciofo e la sfida dell’abbinamento

Tuttavia, la vera prova arriva con il carciofo. Ingrediente complesso, ricco di cinarina e fenoli, è storicamente considerato difficile da abbinare al vino. Per anni si è detto che fosse un matrimonio impossibile.

Eppure, durante l’educational dedicato alla pulitura e lavorazione del carciofo, i giornalisti hanno sperimentato in prima persona questa sfida. Dopo averlo assaggiato crudo, la percezione gustativa cambia, si fa più ruvida. In quel contesto, qualsiasi tannino potrebbe risultare spigoloso.

Il Chianti Montellori 2021, invece, mantiene equilibrio. Proprio perché il carciofo nel menù viene proposto in versione cotta, integrato con altri ingredienti capaci di armonizzare le componenti amare, l’abbinamento trova una sua coerenza. Non c’è contrasto violento, ma dialogo.

Infine, ciò che resta è la sensazione di aver partecipato non solo a una degustazione, ma a un racconto collettivo. Un vino che parla di colline, di storia familiare, di scelte produttive e di identità territoriale.

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