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Blackout e costi energetici mettono sotto pressione i data center: ecco come rendere la sala server più resiliente, efficiente e pronta alle emergenze.
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La nuova sfida dei data center: energia, continuità e sicurezza
C’è un momento, dentro ogni azienda, in cui la tecnologia smette di essere invisibile.
È l’istante in cui un server si spegne, una rete cade, un sistema gestionale diventa irraggiungibile e un’intera organizzazione scopre quanto il proprio business dipenda da una infrastruttura che, fino a pochi secondi prima, sembrava semplicemente funzionare.
Nel 2026 questo scenario assume un peso ancora maggiore. La crescita dell’Intelligenza Artificiale, dei servizi cloud e delle infrastrutture digitali sta aumentando la domanda di elettricità. Secondo l’International Energy Agency, il consumo globale dei data center è cresciuto del 17% nel 2025 e quello dei data center orientati all’AI è aumentato ancora più rapidamente. La domanda elettrica globale, inoltre, è attesa in crescita del 3,6% nel 2026.
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto i grandi hyperscaler.
Anche una media impresa con una propria sala server deve considerare con maggiore attenzione la continuità dell’alimentazione, l’efficienza energetica, il raffreddamento e la capacità dell’infrastruttura di reagire a un guasto.
Perché quando l’energia manca, il costo non è soltanto quello della corrente.
È il costo del tempo perso.
Il rischio blackout entra nella strategia aziendale
Per anni la sicurezza informatica è stata associata soprattutto a firewall, antivirus, backup e protezione dei dati.
Oggi questa visione non è più sufficiente.
La vera sicurezza del data center nasce dall’incontro tra componente digitale e infrastruttura fisica. Un server può essere perfettamente protetto da un attacco informatico, ma diventare comunque inutilizzabile se un'interruzione elettrica provoca uno spegnimento improvviso.
Inoltre, i data center hanno una caratteristica particolare: il loro consumo è fortemente concentrato in determinati luoghi. Proprio questa concentrazione può rendere più complessa la loro integrazione nelle reti elettriche locali.
Ecco perché parlare oggi di resilienza energetica significa parlare direttamente di continuità aziendale.
La domanda da porsi non è più soltanto: “Cosa succede se va via la corrente?”.
La domanda corretta è: “Quanto tempo può continuare a lavorare la mia azienda se succede?”.
UPS: il primo scudo contro l’interruzione di corrente
Quando la rete elettrica subisce un’interruzione, il tempo di reazione può essere determinante.
I gruppi di continuità UPS rappresentano uno degli elementi fondamentali per proteggere server, apparati di rete e sistemi critici. Il loro compito non è semplicemente quello di “tenere accesi i computer”, ma garantire continuità e stabilità all’alimentazione durante le anomalie della rete.
Un UPS correttamente dimensionato può offrire il tempo necessario per gestire l’emergenza, attivare sistemi di alimentazione alternativi oppure procedere allo spegnimento controllato delle apparecchiature.
Tuttavia, installarlo non basta.
La reale efficacia di un sistema di continuità dipende dal dimensionamento rispetto ai carichi, dalla qualità dell’impianto, dallo stato delle batterie e dalla manutenzione programmata.
Una protezione che non viene verificata nel tempo rischia infatti di trasformarsi in una falsa sicurezza.
Efficienza energetica: consumare meno significa proteggere di più
C’è poi un secondo aspetto spesso sottovalutato: l’energia che un data center consuma per mantenere operative le apparecchiature.
I server producono calore e il calore deve essere smaltito. Di conseguenza, una parte significativa dei consumi di una sala server è legata ai sistemi di raffreddamento.
Qui entra in gioco l’efficienza.
Una corretta disposizione dei rack, la separazione dei flussi d’aria calda e fredda, una gestione adeguata degli spazi e sistemi di climatizzazione progettati per l’ambiente IT possono contribuire a ridurre gli sprechi.
Il risultato non riguarda soltanto la bolletta.
Una sala server più efficiente significa anche una infrastruttura più stabile, meno soggetta a condizioni termiche critiche e potenzialmente più semplice da monitorare.
L’obiettivo, quindi, non è semplicemente consumare meno.
È utilizzare meglio l’energia disponibile.
Cablaggio e monitoraggio: la sicurezza comincia dai dettagli
Nel frattempo, c’è un elemento che spesso rimane nascosto dietro i rack: il cablaggio strutturato.
Cavi disordinati, percorsi poco razionali e interventi effettuati senza una progettazione complessiva possono rendere più difficili la manutenzione e la gestione dei flussi d’aria.
In una infrastruttura moderna, ordine significa anche controllo.
Un cablaggio progettato correttamente consente di intervenire più rapidamente, individuare le anomalie e mantenere una migliore organizzazione della sala tecnica.
A questo si aggiunge il monitoraggio ambientale.
Temperatura e umidità devono essere tenute sotto controllo perché un’anomalia apparentemente piccola può trasformarsi rapidamente in un problema operativo. I sensori e i sistemi di monitoraggio permettono di intercettare condizioni anomale prima che arrivino a compromettere l’hardware.
È una filosofia semplice, ma fondamentale: prevenire costa quasi sempre meno che fermarsi.
Dal rack alla continuità operativa
La protezione di un data center, dunque, non può essere affidata a un singolo dispositivo.
UPS, alimentazione, raffreddamento, rack, cablaggio e monitoraggio devono dialogare all’interno di un progetto coerente.
È qui che la progettazione dell’infrastruttura assume un valore strategico.
Secondo l’IEA, il consumo elettrico globale dei data center è destinato a più che raddoppiare entro il 2030, arrivando a circa 945 TWh nello scenario di riferimento.
Numeri che raccontano una trasformazione profonda: il data center non è più soltanto il luogo dove “vivono i server”. È diventato una componente essenziale dell’economia digitale e, proprio per questo, deve essere progettato pensando alla continuità operativa.
Novarack: progettare oggi l’infrastruttura di domani
In questo scenario, affidarsi a una progettazione professionale significa guardare oltre l’emergenza.
Novarack opera nell’ambito delle infrastrutture tecnologiche e delle sale server, mettendo insieme competenze legate a rack, cablaggio, alimentazione, climatizzazione e gestione degli ambienti IT.
L’obiettivo è costruire soluzioni capaci di accompagnare l’azienda nel tempo, tenendo insieme sicurezza, efficienza energetica e affidabilità.
Perché un’infrastruttura realmente resiliente non nasce quando arriva il blackout.
Nasce molto prima.
Nasce quando qualcuno analizza i carichi, studia gli spazi, verifica i flussi termici, organizza i collegamenti e progetta le protezioni pensando anche a ciò che potrebbe accadere domani.
La domanda da farsi oggi
La prossima interruzione di corrente potrebbe durare pochi secondi.
Ma quei pochi secondi possono essere sufficienti per trasformare un problema tecnico in un problema aziendale.
Per questo la sicurezza del data center deve diventare parte integrante della strategia di continuità dell’impresa.
Non aspettare che sia un blackout a dirti quanto è importante la tua infrastruttura IT.
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