Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Ci sono parole che ascoltiamo continuamente.
Crescita. Evoluzione. Cambiamento.
Sembra quasi che cambiare sia sempre la scelta giusta. Sempre desiderabile. Sempre liberatoria.
Eppure c’è una parte della storia di cui si parla molto meno.
Cambiare non è difficile solo perché richiede impegno.
È difficile perché ogni cambiamento, anche quello giusto, porta con sé una piccola perdita.
Quando iniziamo a trasformare qualcosa nella nostra vita, non stiamo solo andando verso il nuovo.
Stiamo anche lasciando qualcosa.
Un’abitudine.
Un ruolo.
Un modo di pensare.
A volte perfino un’immagine di noi stessi a cui siamo stati legati per anni.
Ed è proprio qui che molte persone si bloccano.
Non perché non desiderino davvero cambiare.
Ma perché una parte della mente percepisce il cambiamento come una rottura dell’equilibrio.
Anche quando l’equilibrio che conosciamo ci fa stare male.
La mente preferisce spesso ciò che è familiare a ciò che è sconosciuto.
Non sempre perché sia migliore.
Ma perché è conosciuto.
E ciò che conosciamo, nel bene o nel male, ci fa sentire meno esposti.
Per questo il cambiamento non porta solo entusiasmo.
Porta anche incertezza. Resistenza. Confusione.
A volte persino nostalgia per ciò che stavamo cercando di superare.
Ed è qui che molte persone iniziano a pensare di stare sbagliando.
“Se faccio così tanta fatica, forse non è la strada giusta.”
“Se una parte di me vuole tornare indietro, forse non voglio davvero cambiare.”
Ma non è necessariamente così.
A volte quella fatica non è il segnale che stai sbagliando.
È il segnale che stai uscendo da qualcosa che per la tua mente era diventato identità.
Ed è normale che questo faccia attrito.
Ti parlano tutti di cambiamento come se fosse una porta da attraversare con coraggio.
Molto più raramente ti dicono che, una volta attraversata, potresti sentirti incerto, vulnerabile, persino disorientato.
Non perché hai fallito.
Ma perché stai imparando a stare in uno spazio nuovo.
Cambiare non significa sentirsi subito pronti.
Molte volte significa andare avanti anche mentre una parte di noi ha ancora paura di lasciare il vecchio terreno.
Esperimento mentale della settimana
Pensa a un cambiamento che desideri da tempo oppure a uno che hai iniziato da poco.
Poi fermati un momento e chiediti:
Che cosa dovrei lasciare, dentro di me, perché questo cambiamento diventi reale?
Non pensare solo a ciò che dovresti fare.
Pensa anche a ciò che dovresti smettere di essere, di ripetere o di proteggere.
Forse un’abitudine.
Forse una scusa.
Forse un’immagine di te che ormai ti sta stretta.
Osserva cosa emerge senza giudicarlo.
A volte non resistiamo al cambiamento perché non lo vogliamo.
Resistiamo perché una parte di noi sa che cambiare significa anche salutare qualcosa che, per molto tempo, ci ha fatto sentire al sicuro.
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