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Tartufi, al via la stagione delle fiere in Piemonte


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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Con l'arrivo dell'autunno, il Piemonte torna a celebrare uno dei suoi prodotti più preziosi. È iniziata la stagione delle fiere dedicate al tartufo bianco, appuntamenti che ogni anno portano nei piccoli centri piemontesi visitatori, appassionati, operatori della ristorazione e curiosi alla scoperta di un prodotto che rappresenta una parte importante dell'identità gastronomica ed economica del territorio.

Ma dietro alle fiere e alla promozione c'è un tema ancora più importante: la conservazione degli ambienti naturali nei quali il tartufo cresce.

È proprio su questo fronte che la Regione Piemonte ha aperto un nuovo bando destinato alla tutela del patrimonio tartufigeno regionale, mettendo a disposizione 306.810 euro.

Un patrimonio che nasce dal territorio

Il tartufo bianco non è soltanto un'eccellenza gastronomica. È il risultato di un particolare equilibrio tra terreno, piante, condizioni ambientali e biodiversità.

Per questo la sua tutela passa necessariamente dalla conservazione delle piante che hanno una riconosciuta capacità produttiva. Il nuovo intervento regionale punta proprio a sostenere i proprietari e i possessori dei terreni piemontesi nei quali sono presenti queste piante.

L'obiettivo è mantenere nel tempo le condizioni che permettono al tartufo di continuare a rappresentare una risorsa per il territorio.

Il bando per conservare le piante tartufigene

Dal 2 ottobre 2026 è possibile presentare le domande per accedere all'indennità prevista dal bando regionale. La scadenza è fissata al 15 dicembre 2026.

L'intervento riguarda i proprietari o possessori di terreni situati in Piemonte sui quali siano presenti piante produttrici di tartufo bianco. Chi aderisce deve impegnarsi a conservarle secondo uno specifico piano di coltura e conservazione.

L'impegno ha una durata di cinque anni e prevede anche la garanzia della libera ricerca e raccolta da parte dei cercatori in regola con la normativa vigente.

Quanto vale l'indennità

Il contributo viene calcolato sulla base delle piante riconosciute ammissibili.

Sono previsti massimali annuali di 20 euro per le querce, 18 euro per pioppi, salici, tigli e carpini delle specie indicate dal bando e 12,50 euro per il nocciolo, quest'ultimo finanziabile in via residuale in relazione alle risorse disponibili.

L'importo effettivamente riconosciuto dipenderà quindi dal numero complessivo delle piante ammesse.

La stagione delle fiere entra nel vivo

Il bando arriva in coincidenza con uno dei periodi più importanti dell'anno per il tartufo piemontese.

Da ottobre a dicembre sono infatti 22 le fiere dedicate al tartufo bianco inserite nel calendario regionale: due internazionali, undici nazionali e nove regionali.

Sono appuntamenti che vanno ben oltre la semplice esposizione del prodotto. Le fiere rappresentano occasioni di incontro tra produttori, cercatori, ristoratori, commercianti e pubblico, ma anche momenti nei quali i territori possono raccontare la propria storia.

Durante le manifestazioni è prevista inoltre la presenza informativa della Regione Piemonte attraverso il Punto Informativo Forestale Mobile oppure con stand dedicati.

Da Alba al Monferrato, un calendario diffuso

Il calendario attraversa diverse province piemontesi e mette in evidenza quanto il tartufo sia legato a una geografia ampia e diversificata.

In provincia di Alessandria gli appuntamenti coinvolgono, tra gli altri, Murisengo Monferrato, San Sebastiano Curone, Trisobbio, Acqui Terme, Alessandria, Cella Monte, Odalengo Piccolo e Ovada.

In provincia di Asti il calendario comprende Asti, Canelli, Mombercelli, Moncalvo, Montechiaro d'Asti, Montiglio Monferrato, San Damiano d'Asti, Castelnuovo Don Bosco e Cortazzone.

In provincia di Cuneo spiccano naturalmente Alba, con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, insieme a Vezza d'Alba e Mondovì.

Anche il territorio torinese partecipa alla stagione con la Mostra Mercato del Tartufo Bianco d'Alba della Regione Piemonte raccolto nelle Colline Torinesi, in programma a Rivalba.

Il tartufo come motore per i territori

Una fiera del tartufo non riguarda soltanto il prodotto protagonista.

Attorno a questi appuntamenti si muovono ristorazione, accoglienza, commercio, artigianato e turismo. I visitatori arrivano per il tartufo, ma spesso scoprono anche borghi, paesaggi, cantine, ristoranti e tradizioni locali.

È questo uno degli aspetti più interessanti delle manifestazioni dedicate alle eccellenze gastronomiche: un prodotto può diventare una porta d'ingresso alla conoscenza di un intero territorio.

Conservare oggi per raccogliere domani

La promozione, però, non può essere separata dalla tutela.

Il tartufo bianco è legato a un patrimonio naturale che deve essere conservato nel tempo. Proteggere le piante tartufigene significa quindi intervenire sulle condizioni che rendono possibile la produzione, mantenendo vivo un patrimonio che coinvolge agricoltura, ambiente, gastronomia e tradizione.

Le fiere raccontano il risultato di questo legame; il bando guarda invece alla sua continuità.

E proprio questa combinazione tra tutela del territorio, cultura gastronomica e valorizzazione turistica spiega perché il tartufo continui a essere molto più di un ingrediente: è una delle espressioni più riconoscibili del Piemonte e un patrimonio da tramandare alle prossime generazioni.

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