La stanchezza cronica è uno dei disturbi più difficili da interpretare: non migliora con il riposo, non risponde ai classici esami di laboratorio e spesso viene liquidata come stress o ansia. Eppure può avere basi fisiopatologiche precise.
Il sistema nervoso autonomo - responsabile di regolare battito cardiaco, digestione, pressione e ciclo sonno-veglia - è particolarmente vulnerabile a compressioni nella zona cervicale alta. Un Atlante disallineato può alterare il tono vagale e la risposta adrenergica, mantenendo l'organismo in uno stato di iperattivazione simpatica.
La conseguenza è un consumo energetico elevato anche a riposo. Valutare la componente strutturale cervicale nella stanchezza cronica è un approccio ancora poco diffuso ma promettente.

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