Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Negli ultimi anni i consumatori in tutto il mondo si stanno scontrando con un fenomeno economico subdolo e spesso invisibile: la skimpflation. A differenza della più conosciuta shrinkflation — dove la quantità del prodotto diminuisce ma il prezzo resta uguale — con la skimpflation calano qualità e valore nutritivo dei prodotti, mentre il prezzo rimane stabile o addirittura aumenta.
Cos’è la skimpflation?
Il termine deriva dal verbo inglese to skimp, che significa “risparmiare, lesinare”. Nel contesto dei prodotti alimentari, indica la pratica di modificare le ricette riducendo la quantità o la qualità degli ingredienti pregiati, o sostituendoli con alternative meno costose, pur mantenendo lo stesso prezzo di vendita.
In pratica, i consumatori pagano lo stesso, o più di prima, per prodotti che offrono meno valore reale, nutrizionale o sensoriale rispetto al passato.
Come si manifesta nei prodotti alimentari
Le aziende possono adottare diverse strategie:
-
Ridurre la percentuale di ingredienti di alta qualità (es. meno carne, nocciole, burro o olio pregiato).
-
Sostituire materie prime con riempitivi, aromi o ingredienti più economici, che possono impoverire il profilo nutrizionale complessivo.
-
Etichette con “nuova ricetta” che preannunciano un cambiamento, ma non ne evidenziano il peggiore impatto nutrizionale o qualitativo.
Per esempio, analisi indipendenti hanno rilevato prodotti da supermercato dove la percentuale di un ingrediente caratterizzante — come la frutta in una marmellata o l’avocado in un guacamole — è diminuita sensibilmente, senza che il consumatore ne fosse informato in modo chiaro.
Perché le aziende lo fanno?
Le ragioni principali includono:
-
Pressioni inflazionistiche: con l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, molte imprese cercano di mantenere i margini di profitto senza alzare i prezzi di listino.
-
Alta sensibilità dei consumatori al prezzo: in un contesto inflattivo, i consumatori spesso reagiscono negativamente agli aumenti, rendendo difficile giustificare prezzi più alti.
-
Strategie competitive: mantenere prezzi annunciati “bassi” o stabili è percepito come vantaggio competitivo, anche a costo di abbassare gli standard qualitativi.
Inchiesta della BBC: qualità nutrizionale sotto la lente
Un esempio particolarmente rilevante è l’inchiesta di BBC Panorama: The Truth about Baby Food Pouches, in cui la BBC ha analizzato i prodotti alimentari per l’infanzia di marchi noti.
La ricerca ha evidenziato che molti baby food in busta:
-
contengono quantità molto basse di nutrienti essenziali come ferro e vitamina C;
-
presentano quantità di zuccheri liberi superiori a quelle raccomandate per bambini di un anno;
-
utilizzano marketing che può risultare fuorviante, suggerendo che i prodotti siano equivalenti a cibi “fatti in casa” o salutari, quando in realtà non lo sono.
Questa indagine ha acceso un dibattito sulla mancanza di trasparenza nelle etichette e sulla necessità di regole più severe per tutelare la salute dei consumatori, in particolare dei bambini.
Danni alla salute e alla fiducia dei consumatori
La skimpflation non riguarda soltanto il valore percepito di un alimento: ha implicazioni reali sulla salute. Quando ingredienti di qualità vengono sostituiti con componenti meno nutrienti, può aumentare l’esposizione a zuccheri, grassi saturi e additivi, con un potenziale impatto negativo su:
-
dieta equilibrata e profilo nutrizionale delle famiglie;
-
fiducia verso i marchi e le etichette alimentari;
-
capacità delle persone di fare scelte alimentari consapevoli.
Cosa possono fare i consumatori
Per fronteggiare la skimpflation è consigliabile:
✅ Leggere attentamente le etichette: confrontare ingredienti e quantità nei prodotti simili.
✅ Controllare il prezzo al chilo o litro, non solo il prezzo di carta.
✅ Preferire prodotti con ingredienti semplici e trasparenti.
✅ Supportare regolamentazioni più severe per etichettatura nutrizionale e marketing.
La skimpflation rappresenta un’evoluzione delle pratiche con cui le aziende cercano di contenere i costi senza spingere troppo i prezzi verso l’alto. Tuttavia, se non comunicata in modo chiaro, rischia di trasformarsi in una “fregatura” nutrizionale per i consumatori, che continuano a pagare lo stesso per prodotti di qualità nettamente inferiore.
In un mercato sempre più complesso e competitivo, diventare consumatori informati — leggendo etichette, confrontando valori nutrizionali e chiedendo trasparenza — è essenziale per non rinunciare alla qualità nel proprio carrello della spesa.
Iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Nutrizionista Raffaella Barbetta e non perderti le prossime novità
"Inserisci e fai inserire la tua Azienda o l'azienda di prossimità a costo zero".
"Siamo noi il tuo alleato digitale e con un semplice clic il tuo articolo puoi condividerlo su tutte le piattaforme"

I commenti degli utenti:
Non sono presenti commenti di altri utenti