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In iridologia vengono chiamati segni iridici tutte le particolarità che si notano nell’iride: macchie, pigmentazioni, variazioni di colore, modifiche della trama delle fibre, lacune e anelli. L’analisi di questi segni serve a valutare il terreno costituzionale, le predisposizioni e i sovraccarichi funzionali, non a individuare malattie specifiche né a sostituire visite o esami medici.
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Due elementi fondamentali sono la distribuzione delle fibre iridee (quanto sono fitte o distanziate) e la presenza di macchie o pigmenti di colore diverso dal fondo dell’iride, che possono segnalare aree di maggiore sensibilità o possibile intossicazione. Queste informazioni vengono sempre lette in chiave olistico–naturopatica, integrandole con lo stile di vita e la storia della persona.
Macchie nell’iride: cosa indicano in chiave naturopatica
Le macchie iridee sono piccole aree di colore diverso rispetto al colore di base dell’iride e possono presentarsi come puntini, lentiggini, ombre o pigmenti più scuri, distribuiti in zone diverse. In molti approcci iridologici queste macchie sono lette come segni di accumulo tossinico o disturbi del metabolismo, in particolare quando interessano aree collegate a fegato, pancreas o reni sulla mappa iridologica.
Alcune fonti sottolineano che macchie scure o marroni possono essere associate a sovraccarico del fegato e difficoltà nella gestione degli zuccheri, per cui risulta fondamentale lavorare su alimentazione più equilibrata e depurazione dolce in ottica preventiva. L’interpretazione tiene conto sia della posizione della macchia (settore dell’iride) sia del colore, per orientare consigli naturopatici e strategie di riequilibrio, senza formulare diagnosi cliniche.
Trama delle fibre: costituzione e resistenza
La trama delle fibre iridee (cioè come le fibre sono “intessute” nella parte colorata dell’occhio) è considerata uno dei parametri più importanti per valutare la costituzione iridologica e la resistenza generale. Quando la trama è molto fitta e regolare, molte scuole di iridologia la associano a una costituzione robusta, con maggiore capacità di recupero e di adattamento ai sovraccarichi.
Al contrario, una trama più lassa, con fibre distanziate o aree di diradamento, viene interpretata come indice di maggiore fragilità del tessuto connettivo e tendenza alla demineralizzazione, cioè a un terreno che richiede più attenzione su alimentazione, stile di vita e supporto naturopatico. In alcune costituzioni compaiono anche fiocchi bianchi (tofi) alla periferia dell’iride, considerati un segno di carico sul sistema linfatico e di tendenza a ritenzione o congestione.
Integrare macchie e fibre nella consulenza iridologica
Nella pratica, l’iridologo osserva insieme macchie e trama delle fibre, collegandole all’area della mappa iridologica in cui compaiono e alle informazioni raccolte nel colloquio. Un settore con macchie scure e fibre rilassate, per esempio, può suggerire un distretto più vulnerabile o sovraccarico, su cui lavorare con modifiche dello stile di vita, sostegno digestivo, drenaggio o altri strumenti naturopatici coerenti con la disciplina.
L’obiettivo rimane sempre quello di aumentare la consapevolezza della persona sul proprio terreno vitale e di proporre percorsi di prevenzione e riequilibrio energetico, nel rispetto delle competenze del medico e delle terapie in corso. In questo senso, i segni iridici come macchie e fibre diventano una guida preziosa per personalizzare il lavoro sul benessere, senza promettere diagnosi o guarigioni.
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