AGGIORNATO AL: 03/09/2026 12:01:01
ISCRITTICANALIISCR.CANALIPOSTVISITE
43377076420156598081638
MORBOSA
0 Iscritti al canale
513 View

Quando il true crime salva le vite


Quando il true crime  salva le vite
0
0
6


C'è una storia che mi piace raccontare quando qualcuno mi dice che il true crime è solo voyeurismo confezionato.

È la storia di Enzo Tortora.

Nel 1983 il conduttore televisivo più amato d'Italia viene arrestato. Le accuse (traffico di droga, associazione camorristica) si basano sulle dichiarazioni di pentiti che lo indicano come complice. Viene condannato in primo grado. Trascorre anni tra il carcere e i domiciliari. Nel 1984, mentre è ancora imputato, viene eletto al Parlamento Europeo. Nel 1986 viene assolto in appello con formula piena. Morirà di cancro nel 1988, a sessant'anni.

La sua frase davanti ai giudici è rimasta nella memoria collettiva italiana: "Dove eravate voi?" Non era una domanda retorica. Era una domanda reale, rivolta a tutti quelli che avrebbero potuto fare qualcosa e non lo avevano fatto.

Il caso Tortora non è stato risolto dal true crime. Ma è diventato il simbolo italiano dell'errore giudiziario; la sua memoria ha tenuto viva, per decenni, una conversazione necessaria su come funziona il sistema giustizia in questo paese.


Il caso di Nada Cella è più recente e più direttamente legato al potere dell'attenzione collettiva.

Chiavari, 1996. Una segretaria di ventiquattro anni viene trovata morta nell'ufficio in cui lavora. Le indagini si arenano. Il caso rimane aperto per venticinque anni - uno di quei fascicoli che non vengono ufficialmente chiusi ma che nessuno sembra più voler riaprire.

Poi qualcosa cambia. L'interesse rinnovato (articoli, podcast amatoriali, community online che non smettono di fare domande) contribuisce a mantenere pressione sul caso. Nel 2021 le indagini vengono formalmente riaperte. Nel 2022 viene iscritta nel registro degli indagati una donna. Il caso è ancora in corso.

Venticinque anni. Un caso che sembrava destinato a restare irrisolto per sempre. E una comunità di persone che non ha smesso di chiedere.


Il caso più emblematico del true crime come strumento di giustizia in Italia è però Veleno.

Pablo Trincia, giornalista, riapre nel 2017 il caso dei Diavoli della Bassa Modenese - una vicenda degli anni Novanta in cui un gruppo di bambini accusò adulti del loro paese di abusi e riti satanici. Molti di quegli adulti erano stati condannati ed avevano scontato anni di carcere.

Veleno, attraverso otto episodi di giornalismo investigativo in formato podcast, dimostra come quelle accuse fossero probabilmente il prodotto di tecniche di interrogazione suggestiva usate dagli psicologi che seguivano i bambini. Il podcast porta alla luce materiale mai esaminato pubblicamente, intervista protagonisti rimasti in silenzio per anni, costruisce un quadro alternativo che mette in discussione alcune delle condanne.

Non è intrattenimento che si finge giornalismo. È giornalismo che usa il formato dell'intrattenimento per arrivare dove il giornalismo tradizionale non era riuscito. La differenza è sostanziale… anche se dall'esterno i due possono sembrare identici.


Esiste però un confine che vale la pena nominare, perché il true crime che salva le vite ed il true crime che le complica ulteriormente sono spesso indistinguibili dall'esterno.

I casi in cui le famiglie delle vittime vengono coinvolte senza consenso. Le ricostruzioni che indicano sospettati sbagliati. Le community online convinte di aver risolto un caso che iniziano a fare pressione su persone innocenti. Il confine tra ricerca e persecuzione è sottile, ed attraversabile con le migliori intenzioni.

Il true crime che fa del bene lo sa. Ha dei protocolli, lavora con legali e investigatori, non nomina sospettati senza prove solide. Il true crime che causa danni spesso non se ne rende conto, ed è altrettanto convinto di stare dalla parte giusta.

La domanda da fare prima di cliccare play, sempre: questo contenuto è stato costruito con cura verso le persone reali che contiene? O è stato costruito con cura verso il pubblico che lo consumerà? Non è la stessa cosa.


Se sei arrivata fin qui, probabilmente sei già morbosa quanto me. Ci vediamo giovedì.

— Morbosa esce ogni giovedì —

Condividi


I commenti degli utenti:

Non sono presenti commenti di altri utenti