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Nutrizionista Raffaella Barbetta
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Prosciutto cotto e insaccati: finto allarmismo o rischio reale per il cancro? La verità scientifica


Prosciutto cotto e insaccati: finto allarmismo o rischio reale per il cancro? La verità scientifica
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Negli ultimi giorni è tornato il dibattito su alcuni alimenti — in particolare insaccati come il prosciutto cotto — e il loro possibile ruolo nel favorire malattie come il cancro. Ma cos’è realtà, cosa è semplice allarmismo e come comportarsi quotidianamente per mangiare bene senza paura?

La risposta non è “sì o no”, ma comprendere la scienza che sta dietro ai dati e tradurla in scelte pratiche e sane.


Che cosa dice la scienza davvero?

Le carni lavorate sono state classificate come cancerogene

Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le carni processate — che includono insaccati e salumi come prosciutto cotto, salame, wurstel, pancetta — sono classificate nel Gruppo 1 come cancerogene per l’uomo. Questo gruppo include sostanze per cui esiste evidenza sufficiente di un ruolo causale nella comparsa del cancro, in particolare tumore colorettale.

🔎 Classificazione di cancerogenicità non significa “ma questi alimenti ti daranno sicuramente il cancro”; significa che esiste evidenza scientifica estremamente solida che tali alimenti aumentano il rischio, in proporzione alla quantità e alla frequenza con cui vengono consumati.


Quanto aumenta il rischio?

Le evidenze più recenti mostrano che:

  • 50 grammi al giorno di carne lavorata (circa due fette di salume) sono stati associati a un aumento del rischio di cancro colorettale di circa il 16–18% rispetto a chi non ne consuma regolarmente.

Ricordiamo però che il rischio relativo non equivale a una certezza di ammalarsi: se oggi il rischio di un individuo di sviluppare tumore colorettale è basso, un aumento percentuale non significa che accadrà sicuramente, ma che la probabilità cresce in funzione dell’esposizione.


Perché i salumi aumentano il rischio?

Il meccanismo riguarda soprattutto:

  • Additivi come nitriti/nitrati usati per conservare e dare colore alla carne, che possono trasformarsi nell’organismo in composti nocivi.

  • Processi di lavorazione come affumicatura, salatura e stagionatura che generano composti potenzialmente dannosi.

  • Sostanze legate alla cottura ad alte temperature che possono danneggiare il DNA delle cellule intestinali.


E la carne rossa “non lavorata”?

Le evidenze suggeriscono che anche la carne rossa fresca (manzo, maiale, agnello) può associarsi a un aumento del rischio di cancro, ma in misura generalmente inferiore rispetto a quella processata e con evidenze meno solide.


Allarmismo o cautela consapevole?

È comprensibile che titoli allarmistici possano far paura — e Internet amplifica spesso ansie e semplificazioni — ma non tutti i salumi sono “veleni” e non ogni pasto con insaccati è una condanna.
La scienza dice:

✔️ Il rischio aumenta con consumo frequente e regolare.
✔️ Ridurre l’intake di carni lavorate può far parte di uno stile di vita più sano.
✔️ Il rischio complessivo dipende anche da peso corporeo, attività fisica, fumo, alcool e stile di vita generale.

In altre parole: non è il singolo alimento a determinare la salute, ma l’insieme delle scelte quotidiane.


Come comportarsi nella pratica? Consigli utili

✔️ 1. Modera il consumo di insaccati

Limitare a occasioni speciali piuttosto che consumarli ogni giorno è una scelta sensata.

✔️ 2. Preferisci proteine più “pulite”

Carni bianche, pesce, legumi e fonti vegetali di proteine (come lenticchie, ceci, tofu) sono scelte nutrizionalmente valide.

✔️ 3. Mangia una grande varietà di alimenti

Una dieta ricca di frutta, verdura, fibre e cereali integrali è associata a un minor rischio di molti tipi di tumore.

✔️ 4. Stile di vita conta

Attività fisica regolare, mantenimento di un peso sano, attenersi alle linee guida su alcool e fumo hanno impatti significativi sulla prevenzione dei tumori.


Conclusione: scegliere con consapevolezza

Non serve eliminare completamente i cibi che amiamo:
serve informarsi, bilanciare e adattare le scelte alla propria storia di vita e salute.
La nutrizione è uno strumento di benessere, non una fonte di paura.

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