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Il cloud ha cambiato il modo in cui le aziende gestiscono dati, applicazioni e infrastrutture IT. Non è più necessario concentrare tutto su server fisici presenti in azienda: risorse e servizi possono essere utilizzati in modo più flessibile, scalabile e accessibile.
Ma c'è un equivoco ancora molto diffuso: pensare che mettere qualcosa “nel cloud” significhi automaticamente averlo protetto.
In realtà, il cloud è uno strumento. La sicurezza, la continuità operativa e la corretta gestione dei dati dipendono da come quello strumento viene progettato e utilizzato.
Cloud: una scelta tecnologica, non una strategia completa
Passare al cloud può portare numerosi vantaggi:
- maggiore flessibilità;
- possibilità di lavorare da sedi diverse;
- riduzione della dipendenza dall'hardware locale;
- maggiore scalabilità;
- accesso alle risorse anche in mobilità;
- possibilità di adeguare le risorse alle esigenze reali dell'azienda.
Ma prima di trasferire applicazioni e dati è necessario chiedersi che cosa deve essere protetto, da quali rischi e con quali strumenti.
Una strategia cloud efficace parte quindi dall'analisi dell'infrastruttura aziendale e non dalla semplice scelta di un servizio.
Il cloud non sostituisce il backup
Uno degli errori più comuni è pensare che un dato salvato nel cloud sia automaticamente un dato sottoposto a backup.
Non è necessariamente così.
Un servizio cloud può garantire disponibilità dell'infrastruttura, ma questo non significa che l'azienda abbia una copia indipendente e recuperabile dei propri dati in caso di cancellazione accidentale, errore umano, attacco informatico o compromissione degli account.
Per questo cloud e backup devono essere considerati componenti complementari, non alternativi.
Una strategia corretta deve prevedere modalità di copia, conservazione e recupero dei dati coerenti con l'importanza delle informazioni gestite.
Sicurezza: il punto non è solo dove sono i dati
Quando si parla di sicurezza cloud, spesso l'attenzione si concentra esclusivamente sul luogo in cui vengono conservati i dati.
Ma ci sono altre domande altrettanto importanti:
Chi può accedervi?
Come vengono gestiti gli account?
Cosa succede se un dispositivo viene compromesso?
Come vengono rilevati comportamenti anomali?
È possibile recuperare rapidamente i dati dopo un incidente?
La sicurezza deve quindi coinvolgere identità, autorizzazioni, dispositivi, reti, applicazioni e dati.
Un'infrastruttura cloud ben progettata deve essere accompagnata da controlli e procedure capaci di ridurre il rischio e limitare le conseguenze di un eventuale incidente.
E se il cloud non fosse disponibile?
Un'altra domanda spesso sottovalutata riguarda la continuità operativa.
Un'azienda sempre più dipendente dai servizi digitali deve sapere cosa fare quando qualcosa non funziona: un problema di connettività, un'interruzione del servizio, un errore di configurazione o un attacco informatico possono impedire temporaneamente l'accesso alle risorse.
Per questo una strategia cloud dovrebbe essere collegata a un vero piano di Business Continuity e Disaster Recovery.
L'obiettivo non è soltanto evitare la perdita dei dati, ma soprattutto ridurre il tempo necessario per tornare operativi.
Anche la connettività fa parte della strategia
C'è poi un elemento che rischia di essere dimenticato: per accedere alle risorse cloud serve una connessione affidabile.
Se tutta l'operatività dell'azienda dipende da applicazioni e dati ospitati online, un'interruzione della connettività può trasformarsi rapidamente in un'interruzione del lavoro.
Per questo, in base alle esigenze dell'impresa, può essere utile valutare soluzioni di connettività ridondata o sistemi di backup della connessione.
Cloud, rete e continuità operativa devono essere progettati come parti dello stesso ecosistema.
Una strategia diversa per ogni azienda
Non esiste una soluzione cloud uguale per tutte le PMI.
Un'azienda con pochi dipendenti e applicazioni essenziali avrà esigenze diverse rispetto a una realtà con più sedi, personale in mobilità, grandi quantità di dati o sistemi gestionali integrati.
Prima di scegliere una soluzione è quindi importante valutare:
- quali dati e applicazioni sono realmente critici;
- quali utenti devono accedervi;
- quali livelli di disponibilità sono necessari;
- quali rischi devono essere gestiti;
- quali sistemi di backup sono presenti;
- come garantire la continuità in caso di incidente;
- come proteggere accessi e dispositivi.
Solo dopo questa analisi è possibile costruire un'infrastruttura realmente efficace.
Dal cloud alla gestione intelligente dell'IT
Il vero vantaggio del cloud non consiste semplicemente nel trasferire server e dati fuori dall'azienda.
Consiste nella possibilità di costruire un'infrastruttura più flessibile, controllabile e resiliente, integrando cloud, cybersecurity, backup, connettività e assistenza.
Per una PMI questo significa poter utilizzare la tecnologia senza dover necessariamente gestire internamente ogni singolo aspetto dell'infrastruttura.
Ed è proprio qui che il ruolo di un partner tecnologico diventa importante: non limitarsi a fornire un servizio, ma aiutare l'azienda a capire come far dialogare tutti i suoi strumenti digitali.
Il cloud è il punto di partenza, non il punto di arrivo
Adottare il cloud può rappresentare un passo importante nella trasformazione digitale di un'impresa. Ma senza una strategia che tenga insieme sicurezza, backup, connettività e continuità operativa, il rischio è semplicemente spostare i problemi invece di risolverli.
La vera trasformazione digitale non consiste quindi nel chiedersi “Quale servizio cloud posso utilizzare?”, ma nel capire “Come posso costruire un'infrastruttura digitale affidabile e adatta alla mia azienda?”.
È da questa domanda che nasce una vera strategia cloud.
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