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Per due settimane, dal 6 al 22 febbraio, Milano, Cortina d’Ampezzo e le vette delle Dolomiti sono diventate il palcoscenico di un’edizione olimpica che ha saputo combinare spettacolo, competizione e identità nazionale. Atleti da oltre 90 nazioni si sono sfidati in 116 eventi, regalando emozioni su neve e ghiaccio in un’edizione segnata da prestazioni leggendarie e imprese storiche.
Johannes Høsflot Klæbo: il re delle Olimpiadi invernali
Su tutti spicca la figura di Johannes Høsflot Klæbo, il fondista norvegese che ha dominato le gare di sci di fondo. Con sei medaglie d’oro in un’unica edizione, Klæbo ha stabilito un nuovo standard di eccellenza per i Giochi invernali, entrando nell’olimpo di chi ha fatto la storia di questo evento.
Record, sorrisi e ritorni emozionanti
Il pattinaggio di figura ha regalato uno dei momenti più iconici dei Giochi: Alysa Liu ha rotto un digiuno di 24 anni per gli Stati Uniti, conquistando l’oro femminile e segnando una svolta generazionale nella disciplina.
Dal fronte femminile, Eileen Gu ha difeso con successo il titolo nello ski halfpipe, confermandosi tra le freerider più decorate della storia olimpica, nonostante le pressioni e le aspettative enormi.
In discipline tecniche come il freestyle, lo sci acrobatico ha visto anche l’Italia protagonista con una storica doppietta di oro e argento nello ski cross, un risultato che ha fatto esplodere di gioia il pubblico tricolore.
Gli Azzurri e le storie di casa nostra
Non sono mancate storie italiane degne di nota: nel pattinaggio di velocità su ghiaccio maschile, la squadra azzurra ha conquistato un oro bellissimo contro i fortissimi Stati Uniti, dimostrando che la tradizione del ghiaccio italiano continua a produrre atleti di altissimo livello.
La leggenda dello short track, Arianna Fontana, ha allungato il proprio record di medaglie olimpiche conquistate, consolidando il suo nome nella storia dello sport italiano.
Tutti gli occhi sul futuro dello sport invernale
Questa edizione si chiude con un messaggio chiaro: il movimento degli sport invernali sta crescendo, contaminando nuove discipline e attirando pubblici sempre più vasti. Le cifre di ascolto televisivo raccontano di un pubblico globale che ha riscoperto fascino e intensità nelle competizioni, dal curling all’hockey, dallo sci di fondo al pattinaggio artistico.
Milano-Cortina 2026 non è stata solo una vetrina spettacolare, ma un crocevia di storie umane. Atleti che tornano da infortuni, giovani che esplodono sotto i riflettori e leggende che confermano il proprio status hanno trasformato queste Olimpiadi in un capitolo che difficilmente si dimenticherà.
Se l’obiettivo era far parlare il mondo dello sport invernale, Milano-Cortina 2026 ha risposto con prestazioni che resteranno scolpite nei cuori degli appassionati e negli annali olimpici.
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