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Nell’ultima puntata di Excalibur ho voluto dare voce a una realtà drammatica, ignorata dal Servizio Sanitario Nazionale e dalla politica, ma che colpisce un numero sempre maggiore di cittadini: le malattie ambientali. Per farlo, ho ospitato Cristina, che coordina le relazioni con i malati e le associazioni per Rete Aril, e che vive in prima persona questo calvario come malata di Sensibilità Chimica Multipla (MCS) e di Elettrosensibilità (EHS).
La storia di Cristina
La storia di Cristina è il manifesto dell’“arte di perdere tutto”. Nel 2013, mentre lavorava in una comunità per disabili, l’improvvisa intolleranza ai campi elettromagnetici dei computer e una grave crisi respiratoria causata dai comuni detergenti l’hanno costretta ad abbandonare il lavoro, a isolarsi dagli amici e a rifugiarsi persino nei boschi per sfuggire alle onde e ai profumi. Oggi vive confinata in casa, protetta da un baldacchino schermante, scollegata dal Wi-Fi e costretta a vestirsi “come una mummia” e a usare maschere antigas se deve affrontare una visita medica. Persino l’imminente dismissione delle linee ADSL a favore della fibra rischia di tagliarle l’ultimo legame con il mondo: il telefono fisso schermato.
La vicenda di Cristina, tuttavia, non è un caso isolato, ma il monito di una vera e propria emergenza sociale. Come lei, migliaia di ammalati in Italia vivono come “invisibili”.
L’emergenza sanitaria
Se un malato di Sensibilità Chimica Multipla (MCS) o Elettrosensibilità (EHS) ha un’emergenza medica, rischia la vita salendo su una normale ambulanza o entrando in un pronto soccorso, a causa dell’assenza di ambienti isolati, antisettici e cablati. Manca una formazione medica di base, mancano protocolli ospedalieri d’urgenza e, soprattutto, manca il riconoscimento ufficiale di queste patologie da parte dello Stato.
La tecnologia e il progresso non si possono fermare, ma non possono nemmeno calpestare la vita umana. Come Rete Aril e attraverso il nostro Comitato Tecnico Scientifico (CTS) medico, vogliamo spingere la politica e il terzo settore a superare i pregiudizi e a unire le forze. La politica si muove con i numeri: più siamo, più la nostra voce sarà ascoltata.
L’appello
Per questo faccio un appello a chiunque presenti sintomi o si riconosca in questa condizione: non vergognatevi e contattate il nostro numero unico nazionale 0375.371503. Sarete richiamati per avviare una mappatura dei bisogni e attivare i medici sul territorio attraverso i nostri corsi di formazione. Usciamo dall’ombra, insieme.
Giuseppe Spinelli
retearil21@gmail.com
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