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Dal Mandorleto viviamo ogni giorno accanto ai nostri mandorleti, che in primavera si coprono di fiori bianchi e rosa, e sappiamo quanto la mandorla di Avola sia un prodotto unico, con una storia secolare e caratteristiche che la rendono famosa in tutto il mondo.
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Origini antiche e radici nel territorioLa mandorla di Avola ha origini secolari e la sua coltivazione, insieme ai vigneti e ai giardini di limoni, caratterizza il territorio avolese. La storia della mandorla è davvero antichissima: già nella Bibbia si parla di mandorle in riferimento al bastone di Aronne, simbolo di approvazione divina. La mandorla venne introdotta in Sicilia dai Fenici, e l’isola vanta oggi 752 specie diverse di mandorle.
Tra le varietà della zona, la Pizzuta d’Avola merita un’attenzione particolare: è considerata la mandorla da dolci per eccellenza, con un “ovale perfetto” come ha scritto Sciascia, guscio duro e liscio con pori molto piccoli e un seme piatto di color rosso cuoio. Oggi la Pizzuta è la varietà più coltivata, un eccellente prodotto dalle inimitabili qualità organolettiche apprezzato in tutto il mondo.
Le tre cultivar autoctone: Pizzuta, Fascionello e RomanaGià nell’Ottocento il botanico Giuseppe Bianca (Avola 1801-1883) aveva studiato le varietà presenti in zona e incentivato la produzione delle cultivar a guscio duro: Pizzuta, Fascionello e Romana. La mandorla di Avola è un prodotto di qualità conosciuto in tutto il mondo, protetto da un apposito consorzio che certifica i singoli passaggi della sua lavorazione e commercializzazione. La specializzazione produttiva della mandorla in Sicilia è attestata da numerosi studi, tra cui le opere di Giuseppe Bianca e, in epoca più recente, di Francesco Monastra.
La coltivazione: tradizione e sostenibilitàLa coltivazione della Mandorla di Avola avviene in modo tradizionale, con tecniche sostenibili che rispettano i cicli naturali delle piante. Il metodo di coltivazione degli alberi di Avola segue i ritmi della natura: gli alberi vengono piantati con cura a mano, e la raccolta avviene manualmente.
La legna serviva per alimentare i forni per cuocere il pane, il mallo esterno veniva usato per produrre un sapone molle (la scibina) e il guscio era usato per riscaldare le case con i bracieri. Fino alla metà di agosto il guscio esterno cominciava ad aprirsi, segna la raccolta; in primavera, invece, i frutti teneri dal gusto acidulo vengono mangiati senza rimuovere il mallo. Talvolta i rami del mandorlo carichi di frutta venivano usati per addobbare la vara della festa di San Giuseppe. Da noi si dice che della mandorla non si butta via niente.
Quando la mandorlicoltura era il settore di puntaNella prima metà del Novecento, la mandorlicoltura è stata il settore di punta delle attività economiche della città di Avola. La storia della produzione aziendale mandorlicola sul territorio avolese è segnata in particolare dalla presenza della fabbrica Marzipan, del Cavalier D’Agata e figli, che esportava nel mondo già nei primi anni del Novecento. Oggi molte e qualificate aziende operano nel settore della lavorazione, trasformazione e commercializzazione di questo prodotto siciliano, che grazie alle sue peculiarità uniche ha conquistato il mercato nazionale ed estero. La Mandorla di Avola è spesso contraffatta con varietà di qualità inferiore provenienti da altri Paesi, per le sue straordinarie caratteristiche organolettiche e benefiche.
L’innovazione: sistemi superintensivi e gestione efficiente dell’acquaLa mandorlicoltura in Sicilia si estende su circa 21mila ettari, con una produzione media annua di circa 378mila quintali. Insieme alla Puglia, l’isola rappresenta la maggiore area produttiva d’Italia, coprendo quasi il 10% del mercato mondiale delle mandorle. La produzione di mandorle in Sicilia sta affrontando però una crisi con un calo del 70% nell’annata 2023-2024 a causa della siccità, e rischia anche nel 2025 di affrontare una crisi senza precedenti.
L’innovazione nella mandorlicoltura, attraverso l’introduzione di sistemi superintensivi e una gestione efficiente delle risorse idriche, potrebbe rappresentare una strategia chiave per il futuro. Questi sistemi si basano su impianti ad alta densità con l’utilizzo di varietà autofertili, portainnesti nanizzanti e la raccolta completamente meccanizzata. Il sistema superintensivo prevede una densità di 1.700-3.300 piante per ettaro, l’uso del portainnesto Rootpac 20 e l’adozione di tecniche innovative come la potatura meccanizzata e l’irrigazione localizzata. Si è evidenziata l’inderogabile necessità di ridurre i costi di produzione, soprattutto attraverso interventi di meccanizzazione più spinta.
Un progetto innovativo: il kit di germinazione waterlessUn progetto finanziato col Psr Sicilia prevede la realizzazione di un impianto sperimentale con circa 1000 piante di mandorle romane, con la tecnica del kit di germinazione waterless, monitorate da un sistema di tracciatura. Questa innovazione include un disciplinare di produzione a cui potranno attingere altri produttori locali, e un marchio riconoscibile a livello internazionale per la vendita dei prodotti legati alla mandorla. La vera novità è la macchina grazie alla quale si potrà ottenere un latte di mandorla “fresco” senza additivi e senza conservanti.
Le proprietà benefiche e il valore nutrizionalePer le sue straordinarie caratteristiche organolettiche e benefiche, la Mandorla di Avola viene spesso contraffatta con varietà di qualità inferiore. Anche dal punto di vista della salute le mandorle sono eccezionali: sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue diminuendo di conseguenza il rischio di malattie cardiovascolari.
Dal Mandorleto: la mandorla come parte del nostro territorioQui al Mandorleto, nella nostra colazione a buffet, mettiamo sempre in evidenza la mandorla di Avola, e il nostro staff è preparato a raccontare la storia di questo prodotto. La mandorla di Avola è un tesoro del magnifico che proviene da questa località che si trova sul litorale che unisce la provincia di Siracusa a quella di Ragusa. È il frutto che, insieme al Nero d’Avola, rende la località famosa in tutto il mondo. Visitando il Museo della Mandorla di Avola, che si trova vicino alla Spiaggia Pantanello, potrai scoprire come la mandorla sia stata coltivata e trasformata nel corso dei secoli, grazie al lavoro e alla passione di tanti produttori e artigiani.
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