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Un urto ricevuto da bambini, una caduta in bicicletta o un colpo durante lo sport possono essere dimenticati rapidamente. Il dente coinvolto, però, può mostrare conseguenze anche molto tempo dopo.
Un trauma può danneggiare la polpa, cioè il tessuto interno che contiene nervi e vasi sanguigni. In alcuni casi il dente continua a sembrare normale per mesi o anni, per poi assumere gradualmente una tonalità grigia, giallastra o più scura rispetto agli altri.
Il cambiamento di colore non permette da solo di stabilire che cosa stia accadendo. Può essere collegato ad alterazioni interne del dente, ma la valutazione deve comprendere esame clinico, test e radiografie. Dopo un trauma sono raccomandati controlli nel tempo, perché alcune complicazioni possono comparire tardivamente e senza dolore evidente.
Non bisogna cercare di coprire subito il colore con prodotti sbiancanti acquistati autonomamente. Prima è necessario verificare la salute della radice, della polpa e dei tessuti circostanti.
In base alla situazione, il dentista può limitarsi a monitorare il dente oppure proporre un trattamento specifico. Anche l’aspetto estetico può essere affrontato, ma soltanto dopo avere compreso la causa della discromia.
Quando un singolo dente cambia colore, soprattutto se in passato ha subito un colpo, vale quindi la pena raccontare al dentista anche quell’incidente lontano che sembrava ormai privo di importanza.
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