Claire Sylvia, ballerina americana, ricevette nel 1988 un trapianto di cuore e polmoni da un giovane motociclista deceduto in un incidente.
Nei mesi successivi all'operazione, Sylvia sviluppò nuove passioni e desideri che non aveva mai avuto: un'attrazione improvvisa per la birra, il pollo fritto e i peperoni verdi, alimenti che non sopportava prima. Spinta da quegli impulsi inspiegabili, contattò la famiglia del donatore e scoprì, con sgomento e meraviglia, che erano tutti cibi preferiti dal giovane scomparso. Il caso, descritto nel libro "A Change of Heart" e ampiamente documentato da ricercatori di cardiologia, alimentò il dibattito scientifico sulla "memoria cellulare" e su quanto il cuore possa influenzare le emozioni.
Va detto che la comunità scientifica resta molto cauta: la maggior parte degli esperti attribuisce questi fenomeni a coincidenze, suggestione o agli effetti dei farmaci immunosoppressori, e la "memoria cellulare" non è oggi riconosciuta come ipotesi provata. Resta comunque uno dei casi più citati nella letteratura medica e psicologica degli ultimi decenni.
Fonte: Claire Sylvia con William Novak, "A Change of Heart" (Little, Brown, 1997) – Journal of Near-Death Studies

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