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Ci sono città che colpiscono per i loro grattacieli.
Altre per i monumenti.
E poi c'è Hangzhou.
Una città dove basta osservare un pescatore attraversare lentamente il Lago dell'Ovest, mentre sullo sfondo si intravedono i moderni edifici del distretto finanziario, per capire qualcosa di profondo sulla Cina.
Qui il passato non è stato cancellato dal progresso.
Convive con esso.
È forse questo il segreto di Hangzhou, una città che da oltre mille anni continua a essere considerata una delle più belle del Paese.
Non è un caso che Marco Polo, dopo averla visitata nel XIII secolo, la descrisse come "la città più splendida e magnifica del mondo".
Sette secoli dopo, quelle parole continuano a sorprendere chi arriva per la prima volta sulle rive del suo lago più famoso.
La capitale della dinastia Song
La storia di Hangzhou affonda le proprie radici in oltre duemila anni di civiltà, ma il suo periodo di massimo splendore iniziò nel 1127.
Dopo la caduta della capitale Kaifeng, la dinastia Song trasferì qui la propria corte imperiale.
Hangzhou divenne così il cuore politico, economico e culturale della Cina meridionale.
Le cronache raccontano una città attraversata da canali, mercati, ponti in pietra, giardini e templi.
Era un centro cosmopolita dove arrivavano mercanti da tutta l'Asia, artisti, studiosi e pellegrini.
Molti storici la considerano una delle città più avanzate del mondo medievale.
Fu proprio questa prosperità a impressionare Marco Polo, che dedicò pagine entusiaste alla sua bellezza, alla ricchezza dei mercati e all'eleganza dei suoi abitanti.
Il Lago dell'Ovest: il cuore della città
Se Hangzhou ha un'anima, questa si riflette nelle acque del Lago dell'Ovest.
Conosciuto come Xi Hu, è molto più di un lago.
È un paesaggio culturale costruito nel corso dei secoli, dove natura e intervento umano convivono in perfetto equilibrio.
Pagode.
Ponti in pietra.
Padiglioni.
Salici che sfiorano l'acqua.
Fiori di loto durante l'estate.
Nebbia che avvolge le colline nelle prime ore del mattino.
Ogni elemento sembra disposto come in un dipinto tradizionale cinese.
Non sorprende che nel 2011 il Lago dell'Ovest sia stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.
Secondo l'UNESCO, il suo paesaggio ha influenzato per secoli la progettazione di giardini in tutta la Cina e in gran parte dell'Asia orientale.
La leggenda del Serpente Bianco
Ogni luogo simbolico della Cina custodisce una leggenda.
Quella di Hangzhou è una delle più amate.
La Leggenda del Serpente Bianco racconta la storia di Bai Suzhen, uno spirito serpente che assume sembianze umane e si innamora del giovane Xu Xian.
Il loro amore viene ostacolato dal monaco Fahai, convinto che un essere soprannaturale non possa vivere tra gli uomini.
Il racconto, tramandato per secoli attraverso opere teatrali, romanzi e film, ha reso il Lago dell'Ovest uno dei luoghi più romantici della tradizione cinese.
Passeggiando sul Ponte Spezzato, molti visitatori ricordano ancora quella storia d'amore impossibile.
Il tè che racconta la Cina
A pochi chilometri dal centro si estendono le colline del Longjing, il celebre "Pozzo del Drago".
Qui nasce uno dei tè verdi più prestigiosi della Cina.
Le piantagioni seguono il profilo delle montagne in un susseguirsi di terrazze ordinate.
La raccolta delle foglie avviene ancora in gran parte a mano.
Il Longjing non è soltanto una bevanda.
È una tradizione.
Una forma di ospitalità.
Un simbolo della cultura cinese, tanto che per secoli è stato riservato alla corte imperiale.
Ancora oggi degustare una tazza di Longjing significa entrare in contatto con un rituale che attraversa la storia del Paese.
La città dove è nata Alibaba
Ma Hangzhou non appartiene soltanto al passato.
Nel 1999, in un piccolo appartamento della città, un insegnante di inglese di nome Jack Ma fondò una società destinata a cambiare il commercio mondiale.
Quella società si chiamava Alibaba.
Oggi Hangzhou è uno dei principali poli tecnologici della Cina.
Qui si sviluppano intelligenza artificiale, commercio elettronico, pagamenti digitali e servizi per le smart city.
È una città dove biciclette condivise, pagamenti tramite smartphone e servizi digitali fanno parte della quotidianità.
Eppure, basta allontanarsi di pochi minuti dal centro per ritrovarsi tra boschi di bambù, piantagioni di tè e antichi templi.
La città dell'equilibrio
Forse è proprio questo a rendere Hangzhou diversa da molte altre metropoli.
Non cerca di impressionare con la sua modernità.
La integra con naturalezza nella propria storia.
Qui un antico ponte in pietra può riflettersi nello stesso lago che ogni giorno osserva gli impiegati di una delle più grandi aziende tecnologiche del mondo.
Non c'è contrasto.
C'è continuità.
La Penna Gialla racconta
Ogni viaggio in Cina insegna qualcosa di diverso.
Pechino racconta il potere.
Xi'an racconta le origini dell'Impero.
Shanghai mostra il futuro.
Hangzhou, invece, insegna che il progresso non ha valore se dimentica la bellezza.
Forse è per questo che, dopo oltre sette secoli, le parole di Marco Polo continuano a essere attuali.
Ci sono città che cambiano con il tempo.
E poi ci sono città che riescono a far convivere il tempo con il cambiamento.
Hangzhou è una di queste.
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