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La Grotta Calafarina è una cavità carsica di grande interesse archeologico e naturalistico, situata nel territorio di Pachino tra la frazione marinara di Marzamemi e il borgo di Portopalo di Capo Passero, a pochi chilometri dal B&B Andasì. Lunga circa 120 metri e con un dislivello di una ventina di metri, è uno dei luoghi più misteriosi della costa sud-orientale della Sicilia grazie a reperti preistorici e a celebri leggende di tesori nascosti.
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Storia e Archeologia
La Grotta Calafarina è una cavità di origine carsica conosciuta per le scoperte archeologiche di fine Ottocento e inizio Novecento. Gli scavi di Paolo Orsi (1898) e di Luigi Bernabò Brea (1945) hanno portato alla luce numerosi frammenti di ceramica databili dalla prima età del Rame (stile San Cono–Piano Notaro) fino alla media età del Bronzo (facies di Thapsos), oltre a reperti di epoca ellenistica e romana. All’interno della grotta sono state individuate anche alcune sepolture collocate in anfratti lungo le pareti del primo ambiente, segno di un uso funerario oltre che abitativo.
Una parte consistente dei frammenti appartiene al cosiddetto “stile di Calafarina”, ceramiche di grandi contenitori (pithoi) con decorazioni incise riempite di pasta bianca alternate a bande dipinte in rosso. Questi reperti, oggi esposti al Museo Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, testimoniano che la grotta fu frequentata dalla prima età del Rame fino alla media età del Bronzo, con continuità di utilizzo nel tempo.
Morfologia della Grotta
L’accesso attuale alla Grotta Calafarina è dovuto a un crollo della volta che immette in un’ampia camera con una caratteristica colonna naturale formata dall’unione di stalattite e stalagmite. Da questo primo ambiente si scende attraverso un lungo corridoio stretto fino a un grande camerone circolare, per una lunghezza complessiva di circa 123 metri; un ulteriore corridoio in direzione est verso il mare risulta oggi ostruito da una frana.
Studi storici descrivono in origine un sistema di grotte e gallerie più articolato, in comunicazione con il mare e con presenza di acqua corrente, come ricordato già nel 1780 dal sacerdote Antonio Tedeschi. La grotta ospita anche una colonia di pipistrelli, e nell’Ottocento fu scavato un pozzetto per l’estrazione del guano, a conferma dell’interesse economico-naturalistico del sito.
Leggende del Tesoro Nascosto
Attorno alla Grotta Calafarina sono nate tre leggende che parlano di un tesoro favoloso nascosto al suo interno, protetto da una maledizione. Una delle versioni racconta di una ricca vedova che, temendo i pirati, fece seppellire le sue ricchezze nella grotta e ordinò di uccidere gli schiavi che avevano eseguito il lavoro, le cui anime sarebbero ancora a guardia del tesoro. Un’altra leggenda parla dell’avidissimo viceré Cala Farina, che accumulò immense ricchezze e legò la sorte del tesoro al sacrificio della figlia, creando un incantesimo spezzabile solo con parole segrete pronunciate prima della sua morte.
Queste storie, tramandate dalla tradizione popolare, hanno attirato nel tempo cercatori di tesori che, scavando, hanno purtroppo sconvolto parte del deposito archeologico della grotta. Oggi la Grotta Calafarina è considerata uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi del territorio di Pachino, dove storia antichissima e fantasia leggendaria si intrecciano in modo unico.
Suggerimento per gli ospiti del B&B Andasì
Gli ospiti del B&B Andasì a Pachino possono considerare la Grotta Calafarina come tappa di un itinerario tra Marzamemi e Portopalo di Capo Passero, lungo un tratto di costa ricco di siti archeologici e paesaggi naturali. Prima di pianificare una visita, è importante verificare accessibilità e sicurezza sul posto, perché la vegetazione e i crolli possono rendere difficoltario l’accesso diretto all’interno.
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