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Cosa accade quando la scuola italiana decide di andare oltre i confini del proprio orizzonte abituale? Accade che l’incontro tra culture diventa esperienza viva, crescita autentica e amicizia concreta. È quanto è avvenuto grazie al progetto che ha visto protagonisti gli studenti del Liceo Classico e Linguistico “Mariano Buratti” di Viterbo e quelli della St. Mark’s Senior Secondary Public School di Nuova Delhi, in un percorso capace di trasformare l’educazione interculturale in un ponte reale tra Italia e India.
Per la prima volta nella storia dell’istituto viterbese, il cammino di internazionalizzazione del curricolo ha coinvolto un Paese extra-europeo, aprendo ai ragazzi una prospettiva nuova e profondamente formativa. Il progetto ha trovato il suo culmine nella partecipazione all’Anjali International Friendship Week e al Global Youth Summit a Nuova Delhi, sviluppandosi poi in uno scambio reciproco che ha portato anche le delegazioni indiane nelle famiglie e nel territorio di Viterbo e Roma.
Un viaggio oltre gli stereotipi
L’esperienza in India ha rappresentato per gli studenti italiani molto più di una semplice trasferta scolastica. Fin dall’arrivo, l’impatto con la realtà locale ha ribaltato ogni percezione preconfezionata: il presunto “caos” si è rivelato un intreccio affascinante di colori, odori, volti sorridenti e vitalità umana. Dalle strade di Jaipur fino alla pace del tempio di Swaminarayan Akshardham a New Delhi, i ragazzi hanno attraversato un mondo capace di sorprendere e interrogare, stimolando i sensi e la coscienza.
Prima della partenza, molti portavano con sé immagini stereotipate dell’India. Ma la vita nelle famiglie ospitanti della St. Mark’s ha cambiato tutto. L’accoglienza ricevuta, la preparazione degli studenti indiani, la loro apertura mentale e il forte orgoglio per la propria cultura hanno mostrato un Paese molto diverso da quello immaginato. A colpire in modo particolare è stato anche il culto dell’ospitalità, vissuto come un gesto profondo di rispetto e di cura verso l’altro.
La lezione educativa e civile
Dietro questo percorso c’è una precisa visione pedagogica, guidata dalla dirigente del Liceo Buratti, la dottoressa Clara Vittori. L’esperienza ha agito come un acceleratore di sensibilità, valori e consapevolezza, offrendo ai giovani la possibilità di misurarsi con una realtà complessa e di crescere come cittadini del mondo.
Tra gli aspetti più forti emersi dal confronto, la dirigente ha sottolineato l’alto valore etico respirato all’interno della scuola indiana e l’impegno civile con cui viene vissuta la professione educativa. Le docenti e le presidi incontrate alla St. Mark’s hanno trasmesso un’idea di scuola come missione, sorretta da senso di servizio e concretezza.
Un ulteriore momento di grande intensità è stato l’incontro con i bambini indiani, nei cui sguardi si leggeva una profonda gratitudine verso la scuola, vissuta come conquista preziosa e non come qualcosa di scontato. Da questo confronto è nata una lezione importante anche sulla convivenza pacifica, sulla tolleranza e sul rispetto reciproco tra fedi e tradizioni diverse.
L’abbraccio finale a Viterbo
Il legame costruito nel tempo è diventato tangibile anche nella fase di accoglienza in Italia. La serata conclusiva del progetto, il 2 maggio a Viterbo, ha riunito studenti, docenti, genitori e presidi dei due istituti in un’atmosfera di festa e condivisione. Canti, danze e presentazioni preparate dai ragazzi italiani e indiani hanno trasformato l’incontro in un vero palcoscenico interculturale.
In questo contesto, in qualità di esponente della danza Kathak, ho avuto l’onore di esibirmi presentando alcune composizioni di questa nobile danza classica indiana. Concludere l’esibizione salutando in lingua hindi la stimatissima preside della St. Mark’s School, Inderpreet Mam, è stato un momento di fortissima emozione. Le sue lacrime hanno reso evidente quanto la cultura e il rispetto reciproco possano annullare ogni distanza geografica.
Un filo rosso verso il futuro
Questo progetto non si esaurisce nel racconto di un viaggio, ma si traduce in un patrimonio umano destinato a durare. Tra la Tuscia e Nuova Delhi si è creato un filo rosso fatto di fiducia, amicizia e collaborazione, capace di unire idealmente due mondi lontani ma vicini nei valori.
La relazione nata tra le due istituzioni è stata così significativa che la St. Mark’s ha già avanzato la proposta di una nuova esperienza per il prossimo anno. L’auspicio comune è quello di consolidare un rapporto stabile nel tempo, costruendo una comunità educativa sempre più aperta, consapevole e capace di camminare insieme.
Questo racconto rappresenta solo una parte del mosaico. Nel segno della reciprocità che anima AIM, spazio sarà dato anche alla prospettiva degli studenti indiani, per continuare a guardare la nostra quotidianità, il Liceo Buratti e la bellezza di Roma attraverso i loro occhi, completando una straordinaria storia di amicizia globale.
A cura di Rosella Fanelli, Segretaria Nazionale AIM per l’India
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