Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Apriamo il telefono per controllare una notifica e, pochi minuti dopo, ci ritroviamo ancora a scorrere notizie su guerre, crisi economiche, cambiamenti climatici, incidenti e cronaca. È un comportamento sempre più diffuso, tanto da avere un nome preciso: doomscrolling.
Il termine indica la tendenza a continuare a leggere contenuti negativi online, anche quando ci fanno sentire più preoccupati, stressati o emotivamente affaticati. Un fenomeno che ha attirato l'attenzione di psicologi e ricercatori, soprattutto dopo gli anni della pandemia, ma che continua a caratterizzare il nostro rapporto quotidiano con l'informazione.
Perché il cervello si concentra sulle cattive notizie
Dal punto di vista evolutivo, il nostro cervello è programmato per individuare rapidamente i possibili pericoli.
Gli psicologi parlano di bias di negatività, cioè della naturale tendenza a prestare maggiore attenzione agli eventi minacciosi rispetto a quelli positivi. Per i nostri antenati questo meccanismo aumentava le possibilità di sopravvivenza; oggi, però, può portarci a soffermarci continuamente su notizie allarmanti.
In un ambiente digitale dove le informazioni sono disponibili senza interruzione, questa predisposizione può trasformarsi in una ricerca continua di aggiornamenti.
L'illusione di avere tutto sotto controllo
Molte persone continuano a leggere notizie pensando che questo le aiuti a sentirsi più preparate.
In realtà, quando le informazioni riguardano eventi che non possiamo controllare direttamente, l'effetto può essere opposto: aumenta il senso di impotenza e cresce la percezione di vivere in un mondo costantemente minaccioso.
Essere informati è importante, ma l'eccesso di esposizione può diventare controproducente.
Gli effetti sul benessere psicologico
Trascorrere molto tempo immersi in contenuti negativi può influire sull'umore e sul livello di stress.
Alcune persone riferiscono maggiore irritabilità, difficoltà di concentrazione, senso di inquietudine e una qualità del sonno peggiore, soprattutto quando consultano le notizie nelle ore serali.
Questi effetti non dipendono solo dal contenuto delle informazioni, ma anche dal tempo e dall'intensità con cui vengono consumate.
Il ruolo degli algoritmi
Anche le piattaforme digitali contribuiscono al fenomeno.
Gli algoritmi tendono a mostrare contenuti simili a quelli con cui abbiamo già interagito, creando un flusso continuo di notizie sullo stesso argomento. Questo può dare l'impressione che determinati eventi occupino tutto lo spazio informativo, aumentando il coinvolgimento emotivo.
Essere consapevoli di questo meccanismo aiuta a usare i social media con maggiore equilibrio.
Come costruire un rapporto più sano con l'informazione
Gli esperti suggeriscono alcune strategie semplici ma efficaci: scegliere momenti precisi della giornata per informarsi, affidarsi a fonti autorevoli, evitare di controllare continuamente gli aggiornamenti e limitare l'uso dello smartphone prima di andare a dormire.
È utile anche alternare la lettura delle notizie ad attività che favoriscono il benessere, come una passeggiata, la lettura di un libro, lo sport o il tempo trascorso con le persone care.
Essere informati senza sentirsi sopraffatti
Informarsi è un diritto e una responsabilità, ma non dovrebbe trasformarsi in una fonte costante di sofferenza.
La qualità del rapporto con le notizie dipende anche dalla nostra capacità di stabilire limiti, distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che non dipende da noi e concederci momenti di pausa.
Ritrovare l'equilibrio
Viviamo in un'epoca in cui le informazioni sono disponibili in ogni istante. La vera sfida non è accedere alle notizie, ma imparare a gestirle senza lasciare che occupino tutto il nostro spazio mentale.
Prendersi cura della propria salute psicologica significa anche coltivare un consumo consapevole dell'informazione, scegliendo quando informarsi, quanto tempo dedicare alle notizie e quando, invece, concedersi il diritto di disconnettersi.
Perché essere aggiornati è importante. Ma lo è altrettanto preservare il proprio equilibrio emotivo e continuare a guardare il mondo con lucidità, spirito critico e fiducia.
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