AGGIORNATO AL: 02/09/2026 06:01:01
ISCRITTICANALIISCR.CANALIPOSTVISITE
43287066419156228065893
Carla Cavicchini
187 Iscritti al canale
131732 View

Dario Ballantini, tra imitazioni, arte e verità


0
0
0


Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Dario Ballantini racconta il Premio Stenterello, Striscia la Notizia, le sue imitazioni, la pittura e il legame ritrovato con Livorno in un incontro speciale a Firenze.

Segui G-Channel e iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Carla Cavicchini Giornalista per non perdere le nostre interviste, le storie e i protagonisti che raccontano l’Italia attraverso il loro talento.

Dario Ballantini, tra imitazioni, arte e verità

All’Hotel Tornabuoni di Firenze, in una giornata dedicata al Premio Stenterello, incontriamo Dario Ballantini, artista capace di trasformare l’imitazione in un vero esercizio di osservazione, talento e creatività.

A intervistarlo è Carla Cavicchini per G-Channel Magazine TV. E il racconto parte proprio da quel riconoscimento che porta il nome di una delle maschere più rappresentative della tradizione fiorentina.

«Sono onorato di aver ricevuto questo premio», racconta Ballantini. Un riconoscimento che assume un significato particolare proprio perché Stenterello appartiene alla storia e alla cultura toscana.

Ma dietro le maschere, i personaggi e le voci imitate c’è molto di più. C’è una carriera costruita nel tempo, fatta di televisione, teatro, pittura e soprattutto di uno sguardo attentissimo sugli esseri umani.

Dario Ballantini e l’incontro con Striscia la Notizia

La conversazione si sposta inevitabilmente su Striscia la Notizia, programma che ha rappresentato una parte fondamentale della sua carriera televisiva.

Tutto comincia molto prima del successo. Nel 1989 Ballantini partecipa a un concorso televisivo e propone alcune imitazioni non convenzionali, tra cui quella di Gino Paoli. È proprio quel modo originale di interpretare i personaggi ad attirare l’attenzione di Antonio Ricci.

L’ingresso a Striscia, tuttavia, non è immediatamente semplice. Nei primi anni le scelte artistiche di Ballantini risultano talvolta difficili da comprendere per il grande pubblico.

Poi qualcosa cambia.

Il suo modo di adattarsi alle situazioni, soprattutto nelle incursioni in strada, e la capacità di costruire personaggi sempre più credibili diventano elementi distintivi del suo lavoro.

Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della sua tecnica: non guardare la telecamera.

Ballantini spiega che, per anni, ha cercato di comportarsi come se quella telecamera non esistesse. Un piccolo dettaglio che contribuisce a rendere il personaggio più realistico, quasi una presenza vera e propria dentro la scena.

L’imitazione non è solo trucco: è talento

Dario Ballantini ha dato volto e voce a personaggi molto diversi tra loro: da Dario Fo a Valentino, da La Russa a Papa Francesco, passando per Lucio Dalla, Gino Paoli e molti altri protagonisti della cultura, della politica e dello spettacolo.

Ma qual è il segreto di un’imitazione davvero convincente?

La risposta di Ballantini sorprende per la sua semplicità.

«Al 90% è questione di talento e inclinazione naturale».

Naturalmente, quando il personaggio lo richiede, arriva anche lo studio. Tuttavia, alla base resta quella capacità istintiva di osservare, cogliere una voce, un gesto, una postura, un modo di muoversi e trasformarlo in qualcosa di riconoscibile.

È una forma di interpretazione che nasce dall’osservazione e che, nel suo caso, diventa arte.

Gino Paoli, il personaggio più vicino al cuore

Tra tutti i personaggi interpretati, ce n’è uno che Ballantini sente particolarmente affine ai propri gusti: Gino Paoli.

E proprio parlando del cantautore emerge un aneddoto che racconta meglio di qualsiasi spiegazione quanto potesse essere credibile la sua trasformazione.

Il figlio di Gino Paoli, Giovanni, purtroppo scomparso, raccontò a Ballantini di averlo inizialmente scambiato per suo padre.

Un episodio apparentemente curioso, ma che dice moltissimo sulla forza della sua interpretazione.

Perché quando un figlio arriva a riconoscere nel volto di un imitatore quello del proprio padre, significa che la trasformazione ha superato il semplice trucco: è diventata una vera interpretazione.

Quando Ballantini diventò Nanni Moretti a Cannes

Tra gli episodi più curiosi della carriera c’è anche quello legato al Festival di Cannes.

Ballantini si trovava alla manifestazione interpretando Nanni Moretti. La situazione, però, prese una piega decisamente inattesa quando, grazie a un invito, lui e il suo gruppo riuscirono a entrare e vennero annunciati in Eurovisione come se fosse presente il vero regista.

La somiglianza aveva funzionato fin troppo bene.

Il problema arrivò subito dopo. Le guardie non presero affatto bene l’equivoco, i pass furono ritirati e Ballantini venne allontanato dal Festival.

Una storia che oggi fa sorridere, ma che racconta perfettamente quanto il suo lavoro sulle trasformazioni fisiche possa spingersi oltre ogni aspettativa.

Sei spettacoli, la televisione e una seconda anima: la pittura

Oggi Dario Ballantini continua a portare avanti diversi progetti teatrali e artistici.

Sono sei gli spettacoli che ha attualmente in repertorio, dedicati tra gli altri a Lucio Dalla, Petrolini, quarant’anni di imitazioni, i cantautori e Gino Paoli.

Ma c’è un’altra dimensione che accompagna da sempre il suo percorso: la pittura.

Ballantini dipinge da circa 45 anni. Non soltanto per lavoro e non soltanto perché esiste un mercato intorno alle sue opere.

Dipinge perché ne sente il bisogno.

«Io proprio ho bisogno di dipingere», racconta, paragonando questa necessità a quella di chi deve scrivere per esprimersi.

È una frase che permette di entrare in una dimensione più intima dell’artista. La pittura diventa esercizio, ricerca, ma anche una forma di equilibrio personale.

Dopo il rumore della televisione, le luci del palcoscenico e le trasformazioni dei personaggi, c’è dunque il silenzio della tela.

Ed è forse proprio lì che Ballantini ritrova una parte ancora più autentica di sé.

Dalla provincia alla ribalta: il rapporto con Livorno

L’ultima parte dell’intervista torna a un tema già affrontato in passato: il rapporto con Livorno, la città di origine di Ballantini.

In una precedente intervista, realizzata allo Spazio Coveri sul Lungarno, l’artista aveva raccontato la difficoltà di chi parte dalla provincia e sente, almeno inizialmente, di dover andare altrove per essere riconosciuto.

«Questo è quello che capita a tutti quelli che partono dalla provincia», spiega oggi.

Per lui quella partenza aveva significato cercare nuove opportunità, confrontarsi con ambienti diversi e costruire altrove la propria carriera.

Per un periodo, ammette, il rapporto con la sua città era stato segnato anche da una certa sofferenza.

Poi, con il tempo, qualcosa è cambiato.

«Nel tempo ci siamo riuniti io e la mia città».

Una frase semplice, ma forse la più emozionante dell’intera intervista.

Perché spesso il successo porta lontano dalle proprie radici. E solo dopo aver percorso molta strada si riesce a guardare indietro senza più rabbia, ritrovando un rapporto nuovo con il luogo da cui tutto è cominciato.

Dario Ballantini, un artista oltre il personaggio

Il Premio Stenterello celebra dunque un artista che ha fatto dell’imitazione una forma di racconto, ma l’incontro con Carla Cavicchini restituisce soprattutto il ritratto di un uomo e di un artista dalle molte anime.

C’è il volto trasformato dal trucco, la voce dei personaggi, la televisione di Striscia la Notizia, il teatro e la satira.

E poi c’è il pittore, quello che dipinge da 45 anni perché ne ha bisogno. C’è l’uomo che ha lasciato Livorno per cercare il proprio spazio e che, dopo tanto tempo, ha ritrovato un dialogo con la propria città.

Forse è proprio questa la vera forza di Dario Ballantini: riuscire a diventare qualcun altro davanti a una telecamera e, allo stesso tempo, continuare a cercare se stesso attraverso l’arte.

Continua a seguire G-Channel

Le storie degli artisti, i protagonisti dello spettacolo e gli incontri raccontati attraverso la voce di Carla Cavicchini continuano su G-Channel.

Segui G-Channel e iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Carla Cavicchini Giornalista per seguire le prossime interviste e condividi questo articolo con chi ama il teatro, la televisione, l’arte e le storie autentiche.

Vuoi raccontarci cosa ne pensi dell’intervista a Dario Ballantini? Scrivilo nei commenti.

E se vuoi entrare in contatto con l’autrice o approfondire questa storia, puoi utilizzare in modo semplice e diretto il pulsante blu “Contatta Autore”: sarà il punto di partenza per metterti in comunicazione con Carla Cavicchini.


"Inserisci e fai inserire la tua Azienda o l'azienda di prossimità a costo zero". 

"Siamo noi il tuo alleato digitale e con un semplice clic il tuo articolo puoi condividerlo su tutte le piattaforme"

Banner G-Channel



Condividi


I commenti degli utenti:

Non sono presenti commenti di altri utenti