C'è un tipo di riunione che molte aziende conoscono bene: si parla di tono, di formato, di frequenza dei contenuti. Le opinioni divergono, il tempo si allunga, e alla fine non si arriva a nessun criterio condiviso. Si rinvia, si scende a compromessi, si ricomincia il mese dopo.
Il problema, in questi casi, raramente è creativo. È identitario.
Quando un'azienda non ha definito con precisione il proprio perimetro — cosa è, cosa non è, cosa non è disposta a diventare — ogni decisione comunicativa rimane negoziabile. E tutto ciò che è negoziabile produce complessità, non qualità.
Dopo una scelta strategica reale, qualcosa cambia in modo piuttosto netto: molte di quelle discussioni si accorciano. Non perché qualcuno imponga una linea dall'alto, ma perché il perimetro esiste e funziona da criterio. Le domande trovano risposta più velocemente perché c'è qualcosa a cui fare riferimento.
Se ogni contenuto richiede ancora una discussione di fondo, è un segnale preciso: la direzione non è ancora consolidata.
Lavinia Giganti

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