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La riflessologia plantare è un trattamento manuale in cui, attraverso il tocco e la pressione su specifiche zone del piede, si cerca di favorire una reazione di riequilibrio della persona.
Le evidenze disponibili in letteratura indicano che la riflessologia del piede può essere un supporto non farmacologico aggiuntivo per ansia, umore e qualità del sonno, pur con la necessità di studi sempre più rigorosi e follow-up più lunghi.
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Che cos’è (per me) la riflessologia plantare
Quando parlo di riflessologia plantare, mi riferisco a un lavoro sui piedi in cui il tocco di punti specifici—correlati, secondo la riflessologia, a diverse parti del corpo—può attivare una risposta di sedazione o stimolazione e accompagnare la persona verso un maggiore equilibrio.
È una tecnica che ha avuto sviluppi moderni a partire dalla “terapia zonale” di William H. Fitzgerald e dalla mappatura del corpo sui piedi (e sulle mani) attribuita a Eunice D. Ingham, che contribuì a diffondere il termine “riflessologia”.
Nel mio modo di lavorare, la riflessologia è uno spazio di ascolto del corpo: spesso il piede “parla” attraverso sensibilità e tensioni che meritano attenzione, sempre dentro un percorso di benessere e non di diagnosi medica.
Come sostiene l’equilibrio quotidiano
Nella quotidianità lo squilibrio si manifesta spesso come stress, sonno leggero, agitazione o difficoltà a “staccare”.
In questi casi la riflessologia viene spesso scelta perché favorisce un’esperienza di rilassamento e di riequilibrio generale, grazie a un trattamento manuale che invita il sistema a rallentare e recuperare.
A supporto di questo, una meta-analisi su 26 trial randomizzati (2.366 partecipanti) ha rilevato miglioramenti significativi su ansia, depressione e qualità del sonno dopo interventi di riflessologia del piede.
Cosa dice la ricerca
Lo studio pubblicato su PubMed conclude che la riflessologia plantare “può fornire un ulteriore intervento non farmacologico” per adulti con depressione, ansia o disturbi del sonno, ma raccomanda anche studi di qualità più alta, con disegni rigorosi e follow-up più lunghi.
Nella stessa analisi, un aspetto interessante è che l’aumento del tempo totale e della durata del trattamento è risultato associato a migliori risultati sulla qualità del sonno (metaregressione).
Questo è uno dei motivi per cui, quando ha senso, preferisco pensare alla riflessologia non come “seduta singola miracolosa”, ma come percorso: costante, graduale, rispettoso dei tempi della persona.
Come si svolge una seduta con me
La seduta è semplice: la persona si accomoda sul lettino, passo un panno umido sui piedi, asciugo e poi proseguo con il trattamento manuale.
Durante il lavoro posso integrare, se utile, anche la riflessologia palmare a fine trattamento.
Il mio obiettivo resta sempre uno: creare le condizioni perché tu possa percepire più centratura, più calma e un equilibrio quotidiano più stabile.
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