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A Buy Wine Toscana 2026 il racconto di Caprili: dal Sangiovese al Brunello di Montalcino, la passione di una cantina che porta il gusto autentico della Toscana nel mondo.
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Alla Stazione Leopolda il cuore del vino toscano
Alla Stazione Leopolda di Firenze, uno dei luoghi simbolo degli eventi dedicati al vino, prende vita anche quest’anno Buy Wine Toscana, appuntamento che riunisce produttori, buyer internazionali e appassionati del grande patrimonio enologico della regione.
Tra gli stand che raccontano il carattere e la storia del territorio emerge quello della Caprili, storica realtà di Montalcino, che porta in degustazione alcune delle espressioni più rappresentative del Sangiovese toscano.
A raccontarlo ai microfoni di G-Channel Magazine TV è Giacomo Bartolomei, che guida i visitatori attraverso i vini simbolo della cantina, tra tradizione, tecnica e passione.
Il Sangiovese, anima della Toscana
Dal GT Toscana al Rosso di Montalcino
Il filo conduttore della produzione Caprili è uno solo: il Sangiovese, vitigno che rappresenta la vera identità enologica della regione.
Il percorso inizia con il IGT Toscana, un vino d’ingresso ma tutt’altro che semplice, realizzato con Sangiovese in purezza proveniente in parte dai vigneti aziendali in Maremma e in parte da quelli di Montalcino.
Si tratta di un vino vinificato esclusivamente in acciaio, una scelta che consente di preservare freschezza, immediatezza e l’espressione più autentica del vitigno.
Proseguendo nella degustazione si incontra poi il Rosso di Montalcino, sempre 100% Sangiovese, proveniente da vigneti più giovani rispetto a quelli destinati al Brunello. Qui il vino affronta un primo percorso di affinamento di circa un anno, iniziando a mostrare quella complessità che rende celebre il territorio.
Brunello di Montalcino, l’eleganza del tempo
L’invecchiamento che crea il grande vino
Il viaggio si conclude con il protagonista assoluto della denominazione: il Brunello di Montalcino.
Anche in questo caso il vitigno è Sangiovese in purezza, ma la differenza sta nel lungo percorso di maturazione. Il vino affronta due anni di affinamento in legno, seguiti da un passaggio in cemento e da un anno di bottiglia prima di arrivare sul mercato.
L’annata attualmente in commercio è la 2021, un vino che racchiude struttura, eleganza e profondità aromatica, espressione di un territorio unico e di un lavoro attento in vigna e in cantina.
Una cantina affacciata sul Tirreno
La cantina Caprili si trova nella zona sud-ovest di Montalcino, a circa 330 metri sul livello del mare, in una posizione che guarda verso il Mar Tirreno.
Un territorio che unisce altitudine, ventilazione e suoli vocati alla viticoltura, elementi che contribuiscono a definire il carattere dei vini prodotti.
L’azienda è aperta quasi tutto l’anno e accoglie visitatori, appassionati e operatori con degustazioni in cantina e press tour, offrendo la possibilità di scoprire da vicino il lavoro dietro ogni bottiglia.
Il vino italiano conquista anche l’estero
Il fascino del vino toscano non si ferma ai confini nazionali. Come racconta Bartolomei, l’interesse per il buon bere coinvolge sia il pubblico italiano sia quello internazionale.
Gli stranieri, negli ultimi anni, hanno sviluppato competenze sempre più specifiche, grazie a corsi di formazione e approfondimenti dedicati al mondo del vino. Una passione che porta molti appassionati a ricercare etichette autentiche, capaci di raccontare il territorio.
Proprio per questo Caprili partecipa a fiere e appuntamenti sia in Italia sia all’estero, tra cui eventi a Parigi, un mercato affascinante e in continua evoluzione, oltre al prossimo Vinitaly di Verona, uno degli appuntamenti più importanti del settore.
Buy Wine Toscana, vetrina internazionale del territorio
Eventi come Buy Wine Toscana rappresentano molto più di una semplice fiera. Sono luoghi d’incontro tra culture, tradizioni e mercati, dove il vino diventa ambasciatore del territorio.
Tra calici e racconti di vendemmie, ogni produttore porta con sé un pezzo di Toscana: paesaggi, storia e identità.
Ed è proprio questo il valore più autentico del vino italiano: la capacità di trasformare un territorio in emozione.
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